Novità in arrivo per Big G: nello strumento di ricerca Google Search verrà integrata la realtà aumentata. In questo modo sarà possibile vedere nello spazio reale gli oggetti che abbiamo cercato nel web.

Digitando “Squalo Bianco” su Google possiamo scoprire subito la grandezza dell’animale. E se invece potessimo vedere lo squalo in movimento, davanti a noi?

Google sta aggiungendo modelli 3D in realtà aumentata ai suoi risultati di ricerca. Con questa tecnologia potremo dare un’occhiata a un paio di scarpe nel “mondo reale” mentre acquistiamo online. Oppure possiamo mettere uno squalo animato nel nostro salotto. In questo modo gli utenti saranno più consapevoli delle reali caratteristiche fisiche (dimensioni, colori, movimenti, …) degli oggetti che stanno cercando in Google Search.

Cercando la parola “muscolatura”, ad esempio, è possibile visualizzare un modello di muscoli umani animato. Gli utenti lo potranno esaminare come un normale oggetto 3D sullo schermo o “vedere” l’elemento nel mondo fisico, a grandezza reale.

Secondo Cnet, i primi oggetti 3D AR inizieranno a comparire nei risultati di ricerca entro la fine dell’anno. Google sta già lavorando con grandi brand come NASA, New Balance, Samsung, Target, Volvo per inserire i loro modelli 3D in realtà aumentata nello strumento Search.

Vuoi scoprire come vedere i modelli 3D in un’app in realtà aumentata?

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La nuova generazione degli smart glasses in realtà aumentata è destinata esclusivamente ad utenti aziendali

 Credits: google.com

Dopo il flop dei primi Google Glass, presentati già nel 2013, Big G apre un nuovo capitolo per gli smart glasses più famosi al mondo. Sulla spinta del successo della realtà aumentata, l’azienda ha deciso di riprovarci ma ridimensionando le ambizioni, puntando esclusivamente all’uso aziendale. Produzione, logistica ed assistenza sanitaria sono i settori ai quali questi device si rivolgono.

L’uso dei dispositivi wearable aiuta gli addetti a compiere il loro lavoro in modo più efficiente, consentendo loro di accedere a informazioni e a strumenti necessari per supportare le attività che devono svolgere, avendo però le mani libere. Secondo le aziende che già utilizzano questi device, i tempi di produzione si riducono addirittura del 25%.

Per creare la seconda generazione dei Glass, Google ha fatto tesoro dei dati e dei consigli dei grandi clienti come AGCO, DHL e General Electric. Il risultato è un dispositivo AR tra i più leggeri del mercato, con interessanti miglioramenti hardware e software. I nuovi Google Glass Entreprise Edition, infatti, presentano un touchpad per la navigazione sul lato della montatura degli occhiali, una fotocamera da 8 MP progettata per fornire un migliore streaming video in prima persona e un display trasparente per informazioni come video, e-mail e altre notifiche. Inoltre il chip Qualcomm Snapdragon XR1, offre una maggiore potenza ed un nuovo motore di intelligenza artificiale. Questo consente risparmi energetici significativi, supporto per computer vision e funzionalità avanzate di machine learning. Anche l’assistente vocale è integrato del software: basterà pronunciare le parole “Ok Google…” seguite dalla richiesta, per avviare una ricerca da parte del dispositivo.

Nonostante le funzionalità siano limitate rispetto ad altri smart glasses AR (ad esempio Hololens) presenti sul mercato, i Google Glass Entreprise Edition supportano alcune interessanti funzionalità. Ad esempio, gli operatori possono collegarsi e condividere ciò che vedono in diretta con esperti e colleghi, per collaborare e risolvere i problemi in tempo reale.

Interessante il prezzo: 999 dollari per la configurazione standard. Decisamente più competitivo rispetto ai 3500 richiesti da Microsoft per i nuovi Hololens 2.

Do you remember the mysterious Magic Leap? We talked about it here and here, trying to unveil what is the product that actually made Google invest $542 millions and many more money from other colossuses as Alibaba and Qualcomm. To figure out this information isn’t easy, since Magic Leap’s strategy seems to be to work in silence, release from time to time something that leaves the users amazed, then go back to silence once again. The first video showed a “normal” day in Magic Leap’s offices, that was “averagely” facing an alien invasion; the other video we seen was a demo, again filmed in the company’s offices, showing a little robot going around and other superimposed animations.

Now, just in the middle of the AR success after to the release of Microsoft HoloLens Developer edition, another surprising video was published: posted online during last week, it shows augmented reality used in everyday life.

The video is in first person and shows,  superimposed to the normal view, a menu through which is possible to choose among different sections and to receive also notifications: one of the examples is a school research that interactively takes life in front of our eyes. Another notification informs us that an item in our wish list is available again: opening the window we have the possibility to buy it. Then, raising our eyes, we can see a underwater scene with beautiful jelly fishes swimming above our head.

Once again Magic Leap teased our curiosity: we can’t wait to know some more details about their project.

Ricordate la misteriosissima compagnia Magic Leap? Ne avevamo parlato qui e qui, cercando di svelare quale fosse il prodotto che aveva spinto un big come Google a investire nella realtà ben 542 milioni di dollari, e in seguito altri colossi come Alibaba e Qualcomm a unirsi al gruppo. Tuttavia, carpire informazioni non è semplice, tanto più che la strategia di Magic Leap sembra sia quella di lavorare in silenzio, rilasciando ogni tanto del materiale che fa rimanere gli utenti a bocca aperta: il primo video mostrava una “normale” giornata di lavoro negli uffici Magic Leap, nei quali al collega della scrivania accanto si aggiungeva un’invasione aliena in piena regola, il secondo un video demo, girato anche questo negli uffici della compagnia, che mostrava un piccolo robot mentre si aggirava sotto le scrivanie e altre animazioni superimposte alla realtà.

Adesso, proprio a pochi giorni dal boom della realtà aumentata dovuto al rilascio della versione Developer di Microsoft HoloLens, ecco che un nuovo video ci lascia a bocca aperta: pubblicato nell’ultima settimana, mostra una realtà aumentata (anzi, una “mixed-reality” per dirla con parole di Magic Leap stessa) utilizzata nella vita di tutti i giorni.

Il video mostra infatti un menù sovrimpresso alla normale vista nel quale si possono scegliere diverse sezioni e si ricevono anche notifiche: l’esempio è quello di una ricerca scolastica visualizzata in modo interattivo di fronte ai nostri occhi. Poi un’altra notifica avverte che un prodotto nella nostra lista desideri è diventato di nuovo disponibile: aprendo la finestra ci viene data la possibilità di acquistarlo. In seguito, alzando lo sguardo, è possibile vedere una scena sottomarina, con bellissime meduse che nuotano proprio sopra la nostra testa.

Ancora una volta Magic Leap ha stuzzicato la nostra curiosità: attendiamo con ansia qualche dettaglio in più.

Ecco il video:

If we say Google Goggles, you know what we are talking about? For those answering no, here is the explaination: Goggles is a project very close to augmented reality, presented by Google in 2010 that lets you search through the use of images. At the moment it seems pretty sci-fi, but soon it could be one of the tools we commonly use on our smartphones.

Some days ago, in fact, rumors spread saying that Google is planning to add a new feature related to Goggles inside its Android camera. This new feature will let you take advantage of the tool to take pictures and receive straight away information on what is portrayed inside them.

Essentially, it will be possible to take pictures of famous or recognizable objects and use Google search engine to receive information about them: SlashGear says that you will only have to take a picture and then trace an outline around the object you want information on, getting rid of background noise and clutter; Android will recognize it and will give you all the data you requested.

If this is not enough, Goggles can read text in eight languages (italian, english, spanish, german, french, portguese, russian and turkish) and translate them. It works also as a barcodes reader and QR codes scanner, pretty good feature in the case you want to save someone’s contact on your phone directly scanning QR or business cards, and it can even solve Sudoku puzzles.

It seems that Goggles has been tested also with wearables: it’s actually easy to imagine it used in an augmented reality headset.

Se diciamo Google Goggles, sapete di che cosa stiamo parlando? Si tratta di un progetto firmato Google presentato già nel 2010 che permette la ricerca tramite immagini e che molto ha della realtà aumentata. Al momento sembra più fantascienza che altro, ma presto questo strumento potrebbe diventare uno di quelli più comunemente utilizzati sui nostri smartphone.

Qualche giorno fa, infatti, voci di corridoio hanno fatto sapere che Google vorrebbe inserire una nuova funzionalità proprio legata a Goggles all’interno della sua app fotografica per Android. Questa nuova funzione permetterebbe di sfruttare lo strumento per scattare fotografie e avere la possibilità di ricevere subito informazioni su ciò che abbiamo ritratto nelle stesse.

In pratica, sarà possibile immortalare oggetti famosi o riconoscibili e usare il motore di ricerca di Google per avere informazioni sugli stessi: basterà, secondo SlashGear, tracciare una linea intorno all’oggetto per il quale si desidera sapere di più, così che siano tagliati fuori tutti gli elementi di disturbo e di sfondo, e Android lo riconoscerà e cercherà i dati richiesti tramite Goggles. Se questo non fosse abbastanza, il sistema può riconoscere testi scritti in ben otto lingue (italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese, portoghese, russo e turco) e tradurli.

Goggles può inoltre funzionare anche come lettore di codici a barre e scanner di QR codes, feature molto comoda nel caso si voglia aggiungere qualcuno in rubrica direttamente da QR o biglietto da visita, e può addirittura risolvere il Sudoku.

A quanto pare, l’utilizzo di Goggles è stato sperimentato anche negli wearables: non si fa fatica a immaginarlo come funzionalità interna di un visore a realtà aumentata.

Google patents augmented reality books

After the experiments with the “books that can’t be printed“, Google is not stopping in its rampage in the book world: this time the news are about two patents filed by the company that put into play augmented reality.

These two patents, originally filed in January 2015 at USPTO (United States Patent and Trademark Office), are about technologies related to the books’ world.

The first one is about an “interactive book“, described inside the document also as a “storytelling device“. As we can read in the abstract, the device includes electronic components as light sources, speakers, a video projector or a display, and it is configured to establish a connection with an interactive book, providing story enhancement effects that are correlated to the story.
Basically, the project is about volumes with movement and pressure sensors, coupled with a round shaped device that plugs inside the spine of the book, throwing up AR-type images and the appropriate audio to recreate the setting of the story.

The second patent is about a “Media enhanced pop-up book“, a revisitation of the classic pop-up book with a sparkle of technology. Reading the filed document, we understand that Google thought to a physical book composed of pop-up pages and some content on the display of a device. For every page, the book will have a second page that will vertically open, plus some additional images appearing on the mobile device. In this kind of book, augmented reality is not as advanced as in the micro-projector case.

Of course, we are ttalking about patents,  so it’s not sure that they will become products available on the market. However these ideas, if added to the experiments about the books that can’t be printed, surely say a lot about Google’s fields of interest.

Dopo gli esperimenti con i “libri che non possono essere stampati” Google non accenna a fermarsi: rimaniamo in ambito letture e tecnologia, questa volta con la registrazione di due idee che mettono in gioco anche la realtà aumentata.

I due brevetti, registrati originariamente nel Gennaio 2015 al USPTO (United States Patent and Trademark Office, l’Ufficio Marchi e Brevetti USA), riguardano altrettante tecnologie legate al mondo dei libri.

Il primo registra l’idea per un “interactive book“, un libro interattivo, descritto all’interno del documento anche come “dispositivo per lo storytelling“. Come possiamo leggere nell’abstract, questo dispositivo è composto da componenti elettronici quali sorgenti di luce, speakers, un proiettore video o uno schermo, ed è configurato per stabilire una connessione con un libro interattivo, fornendo un potenziamento della storia presente nel libro stesso grazie agli effetti elettronici.
In pratica si tratta di volumi che presentano sensori di movimento e pressione abbinati a un dispositivo di forma rotonda che va a inserirsi nella costa del libro e che proietta immagini olografiche a mano a mano che si legge la storia, accompagnandole con suoni e musiche per meglio ricreare l’ambientazione.

Il secondo brevetto, invece, è relativo a un “Media enhanced pop-up book“, cioè un libro pop-up potenziato dalla presenza di dispositivi tecnologici. Leggendo il documento registrato, scopriamo che Google ha pensato a un libro fisico composto di pagine pop-up che appaiono anche sullo schermo di un dispositivo. Il libro avrà per ogni pagina una pagina secondaria che si aprirà in verticale e immagini aggiuntive appariranno sul dispositivo mobile abbinato. Si tratta di una tipologia di libro che vede una realtà aumentata ancora non così avanzata come nel primo caso, che prevede un micro-proiettore.

Ovviamente stiamo parlando di brevetti, dunque non è detto che i prodotti vengano poi creati e immessi sul mercato. Ciò nonostante queste due idee, se unite alle sperimentazioni sui libri che non si possono stampare, dicono molto su uno dei campi di interesse di Google.

Project Tango is again on everyone’s mouth: this time, the “mixed reality” project by Google is the main character in the operation by the Italian-American company Fiat Chrysler.

The connection between augmented reality and automotive is not a news: we already saw examples of different uses in this field, from the factory to the driving, from BMW, MINI and Volkswagen to say just only few names. Now it’s the turn of Fiat Chrysler, automotive group producer of the brands FIAT, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Fiat Professional, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar and SRT, to launch its project: thanks to a collaboration with Accenture Interactive, the colossus developed an application based on Project Tango that will let the buyers try the car before the purchase, exactly as they would try clothing in a changing room.

One of Tango’s peculiarities, in fact, is the ability of depth and distance sensing in the ambients in which it then inserts augmented reality; there’s more: this ability is not based on GPS, but on a new, exclusive technology that works also indoor.

The app by FCA, through a mobile device, will let the buyer see a full-size car in front of his eyes, so he can “try” it; it will make possible, as well, to see it in different colors and also to check whether or not they will fit in a parking space or the garage.

“Augmented reality is set to transform the way car-buyers choose and configure vehicles through the provision of immersive technology because it provides an enjoyable, delightful experience for customers,” said Luca Mentuccia, senior managing director and head of Accenture’s Automotive practice.

FCA’s app has been presented at Mobile World Congress in Barcelona and for now it is still a prototype; the launch of the final version is awaited before the end of the year.

Project Tango fa ancora parlare di sé: questa volta il progetto di “mixed reality” firmato Google è stato il cavallo di battaglia di un’operazione dell’italo-americana Fiat Chrysler.

Che realtà aumentata e mondo dell’industria automobilistica vadano a braccetto non è di certo una novità: abbiamo visto esempi di diversi utilizzi della nuova tecnologia, dalla fabbrica al guidatore, da parte di BMW, MINI e Volkswagen per fare solo alcuni nomi. Adesso anche Fiat Chrysler, gruppo automobilistico sotto il quale sono i marchi FIAT, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Fiat Professional, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar e SRT, ha lanciato il suo progetto: grazie a una collaborazione con Accenture Interactive, il colosso ha sviluppato un’applicazione basata su Project Tango che permetterà agli acquirenti di provare la vettura prima dell’acquisto, esattamente come si proverebbe un vestito in un camerino.

Una delle particolarità di Tango, infatti, è quella dell’abilità di mappare grazie a sensori sia la profondità che la distanza degli ambienti fisici nei quali verrà poi inserita la realtà aumentata; ulteriormente, questa capacità non si basa sul GPS ma su una tecnologia che funziona anche negli spazi chiusi.

L’applicazione di FCA permette al possibile acquirente di vedere attraverso un dispositivo mobile l’autovettura di fronte ai propri occhi a grandezza naturale, in modo che possa essere “provata”; renderà inoltre possibile visualizzarla nei diversi colori e addirittura all’interno del proprio garage o nel posteggio sotto casa, in modo da comprendere le effettive misure prima dell’acquisto.

La realtà aumentata è destinata a trasformare il modo in cui gli acquirenti di autovetture scelgono e configurano i veicoli attraverso l’utilizzo di tecnologie immersive, perché queste forniscono un’esperienza gradevole, deliziosa per il cliente” ha dichiarato Luca Mentuccia, senior managing director and head of Accenture’s Automotive practice.

L’app di FCA è stata presentata al Mobile World Congress di Barcellona ed è al momento ancora allo stadio di prototipo; il lancio della versione definitiva è atteso entro la fine dell’anno.