Durante questa emergenza sanitaria da Coronavirus, la chiave per limitare il contagio è praticare il Social Distancing. Ma cosa vuol dire? Questo termine di origine anglosassone è su tutte le prime pagine della stampa internazionale è indica una distanza di sicurezza di minimo un metro da tenere rispetto alle altre persone. Solo se stiamo così lontani, possiamo limitare il contagio del Coronavirus.

Purtroppo, nonostante i molteplici avvertimenti dei funzionari sanitari di tutto il mondo, una parte considerevole della popolazione sembra non essere preoccupata dai recenti sviluppi adottando poca o nessuna protezione.

L’idea di Snapchat

Per contribuire a incoraggiare la distanza sociale e la corretta igiene, Snap Inc. ha collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per realizzare delle lenti Snapchat in realtà aumentata che spera contribuiscano ad appiattire la curva nei prossimi mesi.

Credits: Snap Inc.

La prima di queste nuove lenti, My Social Distance, utilizza la tecnologia AR per creare un cerchio virtuale intorno all’utente. Secondo Snap, la barriera digitale ha un raggio di circa 1 metro, la distanza minima di sicurezza raccomandata dall’OMS. Questo cerchio segue l’utente mentre si muove nel suo ambiente e, se qualcuno fa un passo all’interno del cerchio o se si avvicina troppo agli altri, il colore della grafica cambia da verde a rosso.  A questo punto l’utente dovrà spostarsi per riposizionarsi alla giusta distanza, o chiedere alle altre persone di rimanere più lontane.

La seconda lente presenta una serie di animazioni colorate che ricordano di restare a casa, di lavarsi le mani per almeno 20 secondi e di astenersi dal toccare il viso. I selfie decorati con questi filtri saranno poi condivisi con la propria community per incrementare la diffusione di queste regole raccomandate.

Questa è una modalità virtuosa con cui la realtà aumentata porta un aiuto concreto alla collettività, al fine di ridurre la curva dei contagi dl Covid19. Con questo progetto il Social Distancing infatti viene rispettato utilizzando tecniche di gamification, più efficaci dei classici strumenti divulgativi con cui le linee guida vengono diffuse.

Jennifer Aninston utilizza uno dei filtri più popolari su Instagram

Jennifer Aninston utilizza uno dei filtri più popolari su Instagram

Diventare un cane, un Pokemon o Joker. Con i filtri Instagram possiamo essere chiunque vogliamo. Le storie infatti si arricchiscono con la realtà aumentata, per diventare sempre più virali.

Le storie Instagram non sono più le stesse. Nate inizialmente come semplici foto e video, hanno saputo evolversi nel tempo, imparando da Snapchat a includere effetti di realtà aumentata per aumentare l’engagement degli utenti. Ultimamente questi effetti stanno spopolando sul web, in quanto ora chiunque può creare il proprio filtro e diffonderlo tra gli utenti Instagram.

In poco più di 6 mesi i nuovi filtri hanno rivoluzionato il modo di comunicare sui social network. Sempre più spesso infatti le storie che vengono pubblicate ogni giorno vengono decorate con qualche effetto AR. Tra i più popolari del momento ci sono quelli che aggiungono il make up o nascondono le piccole imperfezioni del viso, quelli che modificano la faccia in un animale o in un mostro, e quelli che vengono usati solo come passatempo divertente (ad esempio “Quale personaggio Disney sei?”).

Questo grande successo dei filtri Instagram, sottolinea il grande successo della realtà aumentata che si sta integrando sempre più nelle nostre giornate. Rispetto solo a qualche mese fa, ora la tecnologia sta rapidamente diventando di uso comune, soprattutto per i giovanissimi. Influencer e celebrità infatti utilizzano quotidianamente questi strumenti, favorendo la loro diffusione tra il pubblico.

Per questa ragione la realtà aumentata rappresenta uno dei principali trend del 2020, non solo per i social ma anche per applicazioni business. I brand stanno sfruttando il potenziale di questa tecnologia, anche oltre a Instagram, per regalare ai consumatori un’esperienza unica con i propri prodotti, come la possibilità di provarli senza recarsi in negozio (ad esempio l’app Sephora per il trucco). Questo permette loro di avere un vantaggio competitivo.

Nei prossimi mesi vedremo quindi un’espansione sempre più capillare di questa tecnologia, destinata a rivoluzionare non solo il mondo del business ma anche le nostre vite.