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Il felice rapporto tra realtà aumentata e patrimonio storico e artistico continua a consolidarsi. Sovrapporre il passato e il presente in un suggestivo gioco di immagini a incastro, soprattutto se si può fare agevolmente tramite un’applicazione mobile, è una possibilità che attrae un numero sempre più grande di soggetti coinvolti nella gestione e promozione di siti di interesse storico.
Questa volta, ad essere riportata in vita dalla realtà aumentata è addirittura la storia della Bibbia. Architip è infatti un’applicazione mobile, attualmente in fase di beta testing, dedicata a chi visita i luoghi della storia d’Israele: inquadrando con lo smartphone le rovine di un’antica città, un monumento, i resti di un dipinto o di un mosaico, è possibile vedere la ricostruzione tridimensionale del suo aspetto originario.

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Architip. Fonte: http://architip.mobi/

 

Software in realtà aumentata e modellazione 3D sono quindi utilizzati per realizzare, in collaborazione con archeologi e storici dell’arte, accurate ricostruzioni virtuali, anche animate, di siti (sia interni che esterni), monumenti e opere d’arte visualizzabili direttamente sul luogo in tempo reale; ma a disposizione dell’utente-visitatore ci sono anche traduzioni di testi antichi, presentazioni di informazioni geolocalizzate in formato audio o video e di dati provenienti dal web.
Ogni persona ha probabilmente un modo proprio di visitare i luoghi che hanno una storia importante alle spalle: sceglie cosa vedere, dove soffermarsi, quali aspetti approfondire per costruire un percorso di esplorazione, anche sensoriale, personale. La realtà aumentata, tuttavia, riesce a portare l’esperienza della scoperta di qualsiasi patrimonio artistico e storico ad un livello superiore a quello fornito dalle pagine di una guida tradizionale, rendendo dinamiche e a portata di mano le immagini del passato.

Architip from Architip Ltd on Vimeo.

Fonte: http://architip.mobi/

Fino a che punto si può rendere condivisibile un’esperienza? Come possiamo comunicare agli altri le emozioni che ci suscita un’immagine, un suono, una parola? La realtà aumentata sembra sul punto di spingere ancora un po’ più in là le frontiere dell’esperienza più personale di tutte: quella artistica.
L’intento di molti artisti, infatti, nel mettere in mostra le proprie opere, si muove spesso in bilico tra due esigenze di segno opposto: da una parte la volontà di mantenere un po’ di mistero sul processo creativo personale, dall’altra la spinta a rendere il pubblico quanto più partecipe possibile della propria, particolare, visione del mondo.
L’artista neozelandese Shannon Novak sembra prediligere la seconda strada. E per rendere accessibile a tutti la sua originalissima concezione di opera d’arte ha scelto di utilizzare proprio la realtà aumentata. L’esplorazione delle relazioni tra forme, colori, suoni, tempo e spazio è infatti centrale in tutte le sue creazioni: le rigide e semplici configurazioni degli oggetti quotidiani gli evocano immagini geometriche in movimento e suoni.

Come rendere tangibile questa personalissima esperienza se non con una tecnologia in grado di sovrapporre a oggetti reali contenuti tridimensionali? Ecco che allora inquadrando con un tablet una porta, una finestra, un interruttore nello spazio espositivo si possono vedere apparire lentamente linee colorate, triangoli, quadrati, accompagnati da vari tipi di musica. L’opera, a prima vista “insignificante”, trasmette il suo significato in modo dinamico a chi si avvicina e la guarda con lo strumento adatto. L’esperienza creativa dell’artista può così essere vissuta “in tempo reale” dallo spettatore grazie alla realtà aumentata.

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“Orphic Layer II” in “A Garden for Orpheus” by Shannon Novak (copyright Shannon Novak 2013)

C’è anche chi ha usato la realtà aumentata per personalizzare maggiormente le singole opere, realizzando dei veri e propri ritratti aumentati. Il Media Artist canadese Jeremy Bailey ha deciso di ringraziare così chi aveva donato con più generosità per sostenere la sua arte tramite la piattaforma di raccolta fondi Kickstarter. I principali finanziatori sono stati omaggiati con un’opera che aggiunge ai loro ritratti fotografici elementi visivi in realtà aumentata, i quali raffigurerebbero le loro caratteristiche interiori. In questa serie di “Important Portraits”, l’esaltazione delle virtù dei moderni mecenati passa dunque, come nei grandiosi ritratti del passato, per l’utilizzo delle tecniche pittoriche più recenti e sorprendenti: in questo caso, la tecnologia “aumenta” il potere espressivo della fotografia, rappresentando i generosi donatori come individui dotati di caratteristiche quasi magiche.

An Important Portrait of David Liss (Director of MOCCA Toronto) by Jeremy Bailey. Fonte http://www.kickstarter.com/projects/1398304153/important-portraits

An Important Portrait of my wife Kristen and I – This could be you* (Kristen not included) by Jeremy Bailey. Fonte http://www.kickstarter.com/projects/1398304153/important-portraits

La realtà aumentata avvicina artista e pubblico in un’esperienza unica e originale.