Boeing, in collaborazione con la NASA, ha deciso addestrare gli astronauti utilizzando la realtà virtuale. È un trend sempre più comune quello delle aziende multinazionali che formano ed addestrano i propri dipendenti utilizzando questa tecnologia, che ha trovato nuova linfa in seguito alla pandemia di coronavirus.

Boeing, azienda americana leader nella produzione di aeroplani, ha deciso di investire nella VR per migliorare il lavoro degli astronauti nello spazio. La multinazionale ha cominciato di recente a progettare anche veicoli spaziali, attraverso il programma Boeing Starliner. Nei prossimi anni l’azienda produrrà, in collaborazione con la NASA, capsule e astronavi per trasportare i cosmonauti alla Stazione Spaziale Internazionale, già nel 2021. Si tratta di una collaborazione simile a quella che l’agenzia spaziale americana ha stipulato con la SpaceX di Elon Musk, che ha lanciato qualche settimana fa la prima capsula Dragon.

In quaratena gli astronauti si addestrano da casa

Durante il lockdown i centri di addestramento spaziali erano chiusi e gli astronauti hanno potuto esercitarsi a casa grazie alle simulazioni in realtà virtuale. Sono stati impiegati dei visori della società finlandese Varjo con cui è possibile immergersi nella ricostruzione 3D della cabina di pilotaggio in qualità 4K. I tirocinanti hanno potuto mettersi alla prova durante tutte le fasi critiche come i momenti prima del lancio, l’attracco, lo sganciamento e l’atterraggio.

Le ricostruzioni 3D sono molto realistiche e simulano perfettamente l’ambiente angusto della capsula spaziale. Gli astronauti possono attivare gli interruttori e manovrare il pannello di controllo, per iniziare a familiarizzare con gli strumenti della cabina e con i processi.

L’esperienza utilizzata durante la quarantena è diventato poi lo strumento fondamentale per il training definitivo durante le 2 settimane di isolamento standard prima della missione. In questo modo i cosmonauti possono tenersi in allenamento e farsi trovare pronti in vista della partenza.

Vuoi scoprire perché usare la realtà virtuale nella formazione? Quali sono i vantaggi? Ecco qui la nostra guida gratuita.

“La sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte.” così ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 13 ottobre in occasione della Giornata per le Vittime degli incidenti sul lavoro. I numeri purtroppo sottolineano una situazione drammatica: sono più di 700 i morti sul lavoro da gennaio 2019 ad oggi. Dal punto di vista europeo, i costi che l’UE sostiene ogni anno per incidenti ed infortuni sul lavoro ammontano a 476 miliardi di euro. Una cifra da capogiro, che equivale al 3,3% del PIL.

Purtroppo, nonostante le misure di sicurezza siano sempre più stringenti, gli incidenti sono frequenti. A volte i rischi che comportano una determinata mansione vengono trascurati per negligenza. Questo perché acquisiamo la nostra capacità di identificare e valutare i rischi attraverso la formazione e l’esperienza. Spesso però questa formazione può essere altrettanto pericolosa e spietata come l’esperienza quotidiana sul campo. Ma a questo problema oggi c’è una nuova soluzione: la Realtà Virtuale (VR).

Il Laboratorio di Realtà virtuale (LabVR) del Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive (Dispoc), all’interno del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, in collaborazione con l’Ente senese Scuola edile (Esse), ha perciò realizzato una simulazione al fine di formare i lavoratori del settore edile, uno dei settori più ad alto rischio incidenti, che svolgono attività in quota.

Attraverso la realtà virtuale l’addestramento è molto più efficace perché riproduce le attività più rischiose per salute e sicurezza e insegna le buone pratiche, facendo sperimentare i rischi e la loro reale entità. Inoltre è possibile riprodurre situazioni di emergenza pericolose in modo molto accurato nelle stesse condizioni di lavoro che si sperimentano sul luogo di lavoro. Il Training VR può anche includere sensazioni realistiche di altezze, distrazioni, stress e rischi ambientali che, con l’addestramento fisico è impossibile ricreare. Infine, la realtà virtuale permette di svolgere sessioni di allenamento in spazi sicuri al 100% senza dover recarsi nel luogo di lavoro, che solitamente contiene molti elementi poco sicuri (impalcature strette, altezze vertiginose, macchine pericolose, …)

“L’applicazione delle nuove tecnologie di realtà virtuale con l’obiettivo di migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro”, spiega Giannetto Marchettini, presidente dell’Ente senese Scuola edile e Cassa edile di Siena, “è la sfida vinta su come la ricerca possa svolgere un ruolo fondamentale nel miglioramento di tutti gli ambiti professionali. E così, accanto alla formazione tradizionale, quella con la realtà virtuale consente di prendere coscienza di esperienze difficilmente realizzabili in altri modi. Questo permette, senza alcun dubbio, di provare situazioni critiche da saper gestire e affrontare nel miglior modo possibile. Se, attraverso progetti come questo, riusciamo a dare il nostro contributo alla diminuzione degli incidenti sul lavoro potremmo dire di aver raggiunto un significativo traguardo”.

Vuoi approfondire l’argomento?

Abbiamo realizzato una guida che spiega gli 11 principali vantaggi della formazione in realtà virtuale al fine di ridurre gli incidenti sul lavoro.

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La realtà virtuale per il training dei chirurghi è più efficace rispetto ai metodi tradizionali. A confermarlo uno studio del dipartimento di Medicina dell’Università della California (UCLA) di Los Angeles, che ha messo a confronto le due tecniche.

Per condurre l’indagine è stato chiesto a un gruppo di 20 ragazzi di chirurgia di dividersi in due gruppi per apprendere una tecnica chirurgica per la frattura della tibia. Il primo gruppo aveva in dotazione un’applicazione VR per l’apprendimento in campo medico. Il secondo, invece, ha dovuto utilizzare i metodi tradizionali per imparare la procedura. Alla fine del training, i partecipanti hanno dovuto replicare l’intervento su un osso artificiale.

Un chirurgo esperto dell’UCLA ha poi valutato le performance degli allievi per varie categorie: tempi e movimento, gestione degli strumenti, conoscenza degli strumenti, flusso di operazioni e conoscenza della procedura specifica. Inoltre il valutatore non sapeva quali studenti avevano utilizzato la formazione VR e quali avevano studiato con le tecniche standard.

Il risultato è stato sbalorditivo: i ragazzi formati con la realtà virtuale VR hanno ottenuto risultati significativamente migliori in tutte le categorie. Hanno infatti acquisito ben il 130% di nozioni in più rispetto all’altro gruppo. L’analisi ha rilevato che quelli del gruppo VR hanno completato correttamente il 38% in più di passaggi e completato la procedura più velocemente del 20%.

Sebbene si tratti di uno studio su piccola scala limitato a una singola procedura chirurgica, i risultati sono molto incoraggianti per la formazione in realtà virtuale. Sempre più spesso infatti, le università e gli enti di ricerca stanno infatti prendendo in considerazione la possibilità di investire su questa tecnologia.

In futuro non troppo lontano la realtà virtuale svolgerà un ruolo importante per la formazione dei chirurghi di domani. Saranno però necessari studi a lungo termine longitudinali su più procedure per valutare complessivamente l’entità del suo impatto.

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palestra-vrQuando sarebbe bello poter correre nella tua città preferita invece che sul tapis roulant della tua palestra? Anche in questo caso la tecnologia può risolvere questo problema: si tratta della realtà virtuale.

La nuova tendenza sta cominciando a contagiare sempre più palestre. Si prevedono infatti sessioni di allenamento accompagnate da un visore per stimolare maggiormente l’utenza. Tramite la virtual reality è possibile immergersi nelle strade di una grande città oppure partecipare ad un corso tenuto da un famoso trainer americano. Un esempio può essere la palestra virtuale Black Box VR che permette di far svolgere degli esercizi fisici in un contesto competitivo oppure di far selezionare all’utente l’ambientazione preferita per il proprio allenamento quotidiano.

È stato dimostrato come il fitness svolto in accoppiata con la realtà virtuale riesca ad inibire la percezione del dolore, soprattutto se lo stimolo visivo è particolarmente forte. Questo perché, durante l’allenamento VR, l’80% del cervello si concentra sui percorsi visivi, mettendo in secondo piano la fatica.

Questa tecnologia permette anche una migliore raccolta dei dati provenienti dalle attrezzature permettendo ai personal trainer di personalizzare più accuratamente i programmi di allenamento. Possono anche seguire le sessioni dei propri utenti direttamente dal proprio dispositivo e condividere con loro i risultati.

Black Box VR

La casa svedese Volvo ha implementato la realtà aumentata per la progettazione delle nuove vetture. Insieme al produttore finlandese di visori di mixed reality Varjo, ha sviluppato un sistema per ottimizzare i tempi ed i costi di sviluppo e per migliorare i sistemi di sicurezza installati nei veicoli.

Si tratta del primo esempio al mondo di questo tipo che unisce immagini reali e virtuali durante la guida dei prototipi su strada. Il programma, che sarà presto brevettato, è stato presentato da Volvo all’Augmented Reality World Expo di Santa Clara, in California. Attraverso il visore Varjo XR-1 l’esperto alla guida può visualizzare alcuni elementi della vettura che non sono ancora stati implementati, permettendo così di valutarne ergonomia e funzionalità. In questo modo i componenti possono essere testati direttamente su strada ma con prototipi meno evoluti, tagliando nettamente tempi ed investimenti per lo sviluppo.

Nel visore è presente anche un sistema di tracciamento visivo che monitora lo sguardo ed il comportamento dell’utente, per valutare come una nuova funzionalità influisce sulla distrazione.

Henrik Green, Chief Technology Officer di Volvo Cars, spiega “Grazie a questo approccio che si avvale della mixed reality possiamo iniziare a valutare nuovi profili e tecnologie quando questi si trovano ancora nelle prime fasi di progettazione. Invece di rimanere ancorati alla solita valutazione statica di nuovi prodotti e idee, potremo collaudare i prototipi direttamente su strada. Questo approccio offre notevoli risparmi potenziali sui costi, poiché ci consente di individuare le priorità e di eliminare i colli di bottiglia in una fase molto precoce del processo di progettazione e sviluppo.”

Volvo è da sempre la casa automobilista che ha più a cuore il tema della sicurezza. Con questo sistema, potrà sperimentare e migliorare soluzioni ancora più innovative, per sviluppare nuove auto sempre più sicure.

Experenti ha partecipato a una serie di “Corsi tecnico pratici in chirurgia urologica laparoscopica” organizzati da Symposia Congressi nei giorni 6, 13 e 27 marzo 2018 presso la Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda. Abbiamo infatti presentato un progetto di formazione medica con la virtual reality, chiamato Virtual Live Surgery sviluppato per più piattaforme VR come HTC Vive, Gear e Cardboard.

Attraverso un visore, gli specialisti in urologia hanno potuto assistere come se fossero catalputati in sala operatoria ad alcuni interventi chirurgici eseguiti dal Dott. Polara, al fine di apprendere nuove tecniche da sperimentare successivamente durante gli interventi reali. Con Virtual Live Surgery i medici hanno quindi ricevuto un momento formativo alternativo alla lezione frontale, che si è dimostrato più coinvolgente e che ha permesso loro di essere più concentrati sull’argomento di studio. Inoltre ha consento loro di vedere e rivedere le tecniche impiegate durante l’intervento per poter imparare meglio come vengono implementate.

Il progetto ha ricevuto ottimi feedback dai medici partecipanti che hanno confermato la validità di questa tecnologia per la formazione medica, in quanto permette una didattica molto più coinvolgente ed interattiva rispetto alle normali lezioni.

Grazie al successo dei corsi di aggiornamento, Symposia Congressi ci ha invitato all’evento che ha organizzato dal 18 al 20 aprile “Technology and Training” per gli specialisti in urologia, al Parc Hotel di Peschiera del Garda. Durante l’evento molte realtà hanno potuto sperimentare il nostro Virtual Live Surgery: dai medici partecipanti alle grandi aziende medico-farmaceutiche invitate. Tutti hanno espresso grandi apprezzamenti e hanno sottolineato le potenzialità dello strumento per quanto riguarda la didattica, anche per quella medica.

 

Quando aggiornarsi diventa anche divertente

Un nuovo modo che permetta ai medici di imparare nuove tecniche di cura, portando zero rischi per il paziente, è la Realtà Virtuale. La formazione medica avviene con un visore, con quale il dottore può immergersi completamente in un mondo ricreato artificialmente.

La simulazione virtuale è molto utile, in quanto consente di riprodurre situazioni reali o potenzialmente tali, permettendo ai medici di misurarsi con potenziali situazioni di emergenza. Nel mondo reale queste particolari situazioni non sarebbero sperimentabili senza correre dei rischi per i pazienti. Ad esempio la Realtà Virtuale può essere impiegata per ricreare un’operazione chirurgica complessa, risolvibile con istruzioni passo a passo che aiutano il medico ad apprendere le tecniche. Oppure si può assistere da spettatore all’intervento chirurgico ripreso in sala operatoria con una telecamera a 360°.

La formazione medica simulata serve sia per insegnare le cosiddette technical skills, cioè come si fa a curare un paziente con una certa malattia, sia le non technical skills: come si fa, ad esempio ad interloquire con un paziente e con i suoi familiari. Il tutto per garantire il miglior percorso diagnostico-terapeutico possibile.

 

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L’attrattività di questo approccio è proprio legata al fatto che, una volta costruito il sistema, può essere utilizzato un numero infinito di volte. Questo permette una riduzione sensibile dei costi per la formazione che solitamente riguardano l’iscrizione dei medici a corsi di aggiornamento molto costosi.

Inoltre la creazione di percorsi formativi in realtà virtuale può consentire a numeri grandissimi di medici di fare formazione contemporaneamente, misurando anche quanto tempo impiegano, quanti errori fanno, quanti esami costosi richiedono e, quindi, di tracciare la loro competenza clinica.

L’utilizzo della realtà virtuale per la formazione può essere qualificato anche come edutainment (parola nata dall’unione di education e entertainment, e nella gamification): trasformare la formazione in un “gioco” permette di motivare il medico che deve apprendere, fornendogli anche degli stimoli competitivi e ricreativi.

Ecco abbiamo visto come la realtà virtuale sia la nuova frontiera dell’aggiornamento: una formazione 4.0 stimolante, competitiva e, perché no, divertente.

One of the most important application fields of augmented reality is for sure education: as we saw in some previous articles, often this new technology can help the students of any age improve their learning experiences. Today we talk about the project “Augmented Reality Sandbox“, that the University of California developed with the big firm, well-known for its specialization in graphic cards, Nvidia, to help students studying topography.

Once more, the wonders of augmented reality are clear: in fact, while we could think about some sci-fi device to make this project work, the base of it all is simply some playing sand in a box; with the help of an Nvidia GeForce GTX 750 Ti graphics card, an Xbox Kinect sensor and a projector you will be able to create and model beautiful lands. As you can see in the video below, you can put your hands in the sandbox and change the disposition of the lands with a simple touch, modeling mountains and hills and digging lakes and rivers; as the sand moves, the augmented landscape projected on the surface changes live. It is also possible, simply with the shade of the hands, to simulate rain, adding the water needed to fill the land.

This project was displayed for the first time at the Alaska Conference on Surveying and Mapping and then arrived also to the University of Wyoming Geological Museum, where it was tested for children topography learning purpose; useless to say that it was a big success, since the “Augmented Reality Sandbox” joins learning with playing: the children have fun and they can’t even realize that in the while they are actually studying.

Augmented reality is used day after day in always more fields, from the industrial to the recreational ones. Today we talk about the first course for kindergarten and elementary school children that has been created in the world: the name is Learning Alive and it was created by Kaplan Early Learning, a company based in North Carolina that provides products and services that enhance children’s learning, in collaboration with Alive Studios, enterprise that has the mission to create offers helping children being engaged in math and reading learning.

Learning Alive is a suite made of three programs/courses, Letters alive®, Storybooks alive® and Math alive®, to learn math and reading in an interactive and fun way thanks to augmented reality.

“Augmented reality is similar to your typical 3-D experience, but it doesn’t require the use of special glasses or tools,” says Travis Williams, Elementary Merchandiser at Kaplan Early Learning Company. “While augmented reality is becoming more and more popular across several industries, this is the first product we’ve seen that utilizes this technology in early learning.”

The three courses have duration one year and help the children learning the different disciplines following the Common Core State Standards, the American learning standards; on the actual success of this method seems to be no doubts: a research made by Dr. Tamara Ogeltree, Associate Professor of Reading at the University of West Georgia, proved how the use of the Letters alive® program meant a substantial enhancement of learning in the children. “[…] Students in the full implementation of Letters alive® experienced greater gains in emergent literacy skill development than the students in the classroom using no parts of the Letters alive® curriculum,” concluded Ogletree.

As we are noticing in last times, the application of augmented reality to learning is always more popular and widespread: there’s no doubt that the school environment will be one of the ones taking more advantage from the development of this technology.

 

When we saw Microsoft HoloLens in action with Minecraft at E3 last June, we were surprised and amazed from what they showed us on the stage: that was exactly what we were expecting from the best augmented reality headset we could imagine, and it was just breathtaking.

But those who tested live the device noticed that the experience isn’t exactly what we thought watching it from our screens: now Microsoft released a video showcasing the headset’s uses at Case Western Reserve University and finally the actual field of view is revealed…and, unluckily, it seems we have to reshape our expectations.

In the video, created to show the possibilities of using HoloLens and augmented reality for studying medicine, we can see how the students can see through the headset the human body parts and study the problems virtually, without putting at any risk the patients lives.

Of course, the use is awesome, but for the first time we also realize what exactly is the vision of the wearer: it is clear that there’s a bit limitation to the field of view that the user can have while using HoloLens; it seems to be an augmented reality “window”, that appears to take up about half of the screen, occupying a rectangle in the middle of the glasses’ field of view, and in the remaining part there’s just the real vision. This isn’t so much noticeable when the augmented reality objects are seen from afar, but it is very clear when they are near and right in front of the user.

Even for an incredible project as Microsoft HoloLens, at this time used also in space, there’s still a lot of work to do: we are sure that soon it will be as good as we imagined.