Negli Stati Uniti, si stima che il tempo di attesa per un appuntamento dal fisioterapista sia intorno ai 30 giorni. Questi tempi dilazionati fanno sì che la strada della riabilitazione fisica per i pazienti diventi piuttosto lunga. Per coloro che hanno subito lesioni traumatiche cerebrali non basta solo la fisioterapia, a volte servono anche altre terapie come quella cognitiva, quella occupazionale, la logopedia, e molte altre. I tempi si diluiscono e gli spostamenti da un centro ad un altro possono diventare difficili quanto la terapia stessa.

Da qualche anno nei centri di riabilitazione e nelle cliniche ospedaliere americane si stanno adottando delle soluzioni in realtà virtuale per ridurre i tempi di recupero e per migliorare la gestione delle sessioni di terapia.

Combinando insieme I trattamenti cognitivi e fisici nelle esperienze di terapia VR, immediatamente si è riscontrato un aumento del livello di motivazione e di impegno nelle sessioni terapiche fruite dal paziente. I dati ed i rapporti sui progressi, che vengono elaborati dalle app VR, aiutano i fisioterapisti a gestire i loro rapporti con i pazienti. Pertanto la tecnologia è uno strumento utile non solo per il paziente ma anche per i terapeuti.

La terapia VR non va a sostituire quella fisica ma la integra, aiutando i malati a superare le proprie barriere mentali provocate dalle lesioni traumatiche subite. Ad esempio credono non poter fare la spesa al supermercato o cucinare o preparare il letto.

I pazienti, che pensano di non riuscire a fare determinate azioni nella vita reale, finiscono spesso per compierle nel mondo della realtà virtuale.

Allo stesso tempo, l’immersione nel mondo della VR permette loro di concentrarsi sulla loro terapia più di quanto non farebbero nella vita reale, senza avere distrazioni.

Superando le proprie barriere mentali ed essendo più concentrati, i pazienti fanno più progressi durante le sessioni di terapia VR, rispetto a quelle nel mondo fisico.

Infine le sessioni VR possono essere fruite ovunque senza bisogno di recarsi in un centro apposito. Basta indossare un visore di realtà virtuale per accedere all’esperienza. Gli spostamenti si riducono e le tempistiche di recupero di accorciano, accelerando quindi il processo di guarigione. Molte sessioni quindi possono essere svolte tranquillamente a casa mentre il terapeuta osserva i dati elaborati dall’applicazione VR.

Notre Dame in VR dopo l’incendio

Con Rebuilding Notre Dame, la cattedrale torna a rivivere in realtà virtuale

Dal 15 aprile 2019 Parigi non è più la stessa. Durante quella triste giornata, la cattedrale di Notre Dame, capolavoro di arte gotica nonché patrimonio dell’umanità UNESCO, è stata devastata da un terribile incendio. Le immagini drammatiche del rogo hanno presto fatto il giro del mondo, con milioni di telespettatori disperati che guardavano il crollo della guglia in diretta.

La struttura è stata pesantemente danneggiata, alcune stime ottimistiche hanno affermato che per effettuare gli impegnativi lavori di restauro serviranno almeno 5 anni. Cinque anni in cui la struttura resterà chiusa la pubblico. Ora Notre Dame vive solo nei ricordi di chi l’ha visitata in passato e nelle foto e nei video scattati prima della catastrofe.

Da qualche giorno però è stata lanciata una nuova esperienza VR “Rebuilding Notre Dame” in cui è possibile visitare la cattedrale prima e dopo l’incendio, indossando un visore di realtà virtuale Oculus. Il documentario porta l’utente all’interno della struttura per far vedere tutte le ferite che sono state riportate a causa del rogo dello scorso anno, attraverso filmati inediti. È possibile comparare le immagini del pre del post incendio per constatare ancora meglio tutti i danni subiti.

Nel documentario è possibile assistere anche alle interviste di alcuni personaggi chiave come Patrick Chauvet (Rettore Arciprete di Notre Dame), General Jean-Louis Georgelin, (alla guida dell’organo pubblico incaricato del restauro di Notre-Dame), Anne Hidalgo (Sindaco di Parigi) e Jean-Michel Leniaud (storico specializzato in storia dell’arte e Presidente della “Società degli amici di Notre Dame”).

La realtà virtuale rende l’esperienza ancora più coinvolgente. L’immersione dell’utente nella scena, infatti, alimenta ancora di più la sensazione di tristezza e di impotenza provata nel momento in cui il mondo ha visto la Cattedrale in fiamme.

Il documentario è disponibile gratuitamente (a questo link) nello store Oculus per tutti i visori del brand.

Showroom Virtuale per gli arredi

Presentare tutta la collezione di arredi in uno spazio fisico limitato non è cosa da poco. Le molteplici combinazioni di modello e di colore fanno sì che il catalogo prodotti diventi pressoché infinito. È possibile quindi tenere nello store un esempio per ogni variante? Molto spesso no. Il cliente quindi a volte deve acquistare dei mobili alla cieca, senza mai averli visti nella combinazione desiderata.

Per questo motivo creare uno Showroom virtuale potrebbe diventare la soluzione a questo problema. Gli utenti vengono immersi in un ambiente ricreato in realtà virtuale ed esplorabile come se fosse reale. In questa scena, possono scoprire tutta la gamma prodotti, combinando colorazioni e configurazioni per creare gli arredi perfetti per le loro esigenze. Possono anche interagire con i mobili aprendo cassetti e sportelli oppure spostandoli nell’area VR.

In questo modo è possibile far vedere l’intero catalogo prodotti in qualità foto-realistica anche in spazi ristretti, come ad esempio uno stand fieristico o un negozio. Indossando il visore l’utente vive un’esperienza immersiva in un ambiente ricostruito digitalmente che sembra non avere confini.

La realtà virtuale abbatte le barriere fisica, geografiche e logistiche. Infatti lo Showroom virtuale può essere spostato ovunque nel mondo in modo pratico e veloce, consentendo così di abbattere le spese di spedizione dei campioni da un luogo all’altro. Può essere visitato in qualunque parte del globo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza costringere il consumatore a recarsi allo showroom fisico per vedere l’intera collezione.

Lo Showroom VR di Colorificio San Marco

Inoltre è possibile aggiornare rapidamente il catalogo, aggiungendo anche i modelli dei prodotti che ancora non sono stati lanciati sul mercato. Un modo per ampliare l’offerta commerciale e per far conoscere in anteprima ai visitatori le nuove tendenze degli arredi. La realtà virtuale inoltre permette di plasmare l’esperienza a seconda delle stagioni o agli stili dei vari mercati internazionali.

Un esempio è Colorificio San Marco, azienda leader nel settore delle pitture e delle vernici, che ha adottato un’esperienza VR sviluppata da Experenti per aiutare i consumatori a scegliere i propri prodotti direttamente nei punti vendita. Ecco qui la Case History che riassume il progetto realizzato.

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La realtà virtuale si sta affermando nell’area della progettazione e del design non solo di veicoli (come Hyundai) e di abitazioni, ma anche dell’arredamento.

Questa tecnologia permette alle aziende di abbattere tempi e costi di prototipazione, permettendo a progettisti e clienti di interagire con i modelli 3D degli oggetti grazie ad un visore VR.
Nell’ambiente virtuale possono interagire con i prodotti come se fossero reali. Possono infatti ingrandire o rimpicciolire gli articoli, spostarli o ruotarli all’interno della scena, sollevarli, aprire cassetti e sportelli per valutare al meglio tutti i dettagli dei modelli. I designer possono anche apportare modifiche ai loro progetti direttamente nello spazio virtuale.

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Il prototipatore VR di Caminetti Montegrappa, realizzato da Experenti

La realtà virtuale elimina la necessità di creare costosi prototipi fisici in legno o argilla in scala 1:1, per valutare tutti dettagli prima del lancio sul mercato. Quando uno di questi modelli viene scartato, i designer devono ricominciare il lungo e laborioso processo da capo. Il processo di sviluppo con la realtà virtuale semplifica il loro lavoro riducendo notevolmente il tempo che serve a vedere le proprie idee realizzate in 3D. Questo si traduce in un time-to-market ridotto del 30%, che può dare un vantaggio competitivo all’azienda, rispetto ai suoi competitor.

Ad esempio, se per proporre un nuovo divano il produttore ci impiega 1 anno, dalla fase di ideazione alla messa in commercio del prodotto, con la realtà virtuale questo tempo può ridursi a poco più di 8 mesi. Questo vantaggio di tempo lo aiuterà ad arrivare al mercato prima dei competitor. I consumatori potranno quindi acquistare il nuovo prodotto innovativo in esclusiva dall’azienda produttrice.

Un caso che Experenti ha avuto modo di trattare in prima persona è quello di Caminetti Montegrappa, azienda di riferimento del settore riscaldamento. Qui puoi leggere la Case History.


Curiosiamo tra le innovazioni più interessanti del CES, disponibili nel prossimo futuro

Durante l’ultima edizione del CES – Consumer Electronic Show – di Las Vegas, concluso qualche giorno fa, realtà aumentata e realtà virtuale hanno ammaliato la platea di 170.000 visitatori provenienti da tutto il mondo.

L’evento CES, considerato la principale vetrina dell’innovazione tecnologica, ha visto debuttare oltre 20.000 prodotti, molti dei quali raccontano sviluppi futuri delle tecnologie di realtà aumentata e realtà virtuale. Di seguito vi illustreremo le novità più interessanti riguardanti AR e VR.

Panasonic ha presentato i suoni nuovi “occhiali VR” molto stilosi. Sono i primi visori al mondo che sfruttano la tecnologia HDR (High Dynamic Range) che consente agli utenti di visualizzare contenuti sfruttando una più ampia gamma di colori e incredibili effetti di luce. Lo stile particolare, che include anche degli auricolari integrati nelle aste, imita quello degli occhiali da sole tradizionali. Questo perché l’obiettivo della casa giapponese è quello di far sentire gli utenti come se indossassero dei normali occhiali.

Un altro nuovo device per la realtà virtuale è il guanto Forte Data Glove di Bebop Sensors. Si tratta del primo guanto tattile, capace di dare feedback atipici all’utente che permettono una più realistica immersione nel mondo virtuale. Ad esempio è possibile premere pulsanti, girare le manopole ed aprire le porte, con gli stessi movimenti che una persona farebbe nella realtà. I guanti funzionano con tutti i visori VR più venduti tra cui HTC Vive Pro e Oculus Quest.

Samsung ha presentato i suoi nuovi occhiali per la realtà aumentata che funzionano in accoppiata con l’esoscheletro GEMS.  I due device servono infatti per portare il fitness ad un prossimo livello. Infatti l’esoscheletro migliora la postura e la qualità degli esercizi fisici e gli occhiali proiettano tutti i dati in tempo in reale dell’allenamento in corso. I dispositivi funzioneranno accoppiati ad un’app dedicata gli smartphone Android.

Futurus ha esibito l’innovativo parabrezza in realtà aumentata che proietta i dati nel campo visivo del conducente dell’auto. Le informazioni visibili sul parabrezza possono essere utilizzate per evidenziare i pericoli rilevati dai sistemi dell’auto (mancato rispetto della distanza di sicurezza), per illuminare le diverse corsie, per proiettare le informazioni del navigatore direttamente di fronte alla vista del conducente, e a sostituire l’interfaccia del sistema di infotainment per controllare i file multimediali e le telefonate. Inoltre il sistema può essere arricchito anche da un avatar virtuale che fornisce ulteriore assistenza al guidatore (vedi articolo dedicato).

Infine aggiungiamo moltissimi espositori del CES hanno voluto presentare in modo innovativo le loro soluzioni, tramite strumenti come realtà aumentata e realtà virtuale. Camminando tra i padiglioni della fiera, visori VR ed esperienze AR erano presenti in quasi tutti gli stand, non solo in quelli dedicati al gaming. Questo dimostra il potenziale delle tecnologie immersive per comunicare l’alto valore dei prodotti esibiti, durante fiere ed eventi. Le esperienze uniche che vengono regalate, consentono ai brand di diventare memorabili agli occhi del consumatore, facilitando così le vendite.

La realtà virtuale è pronta per entrare nella sala parto del Wales University Hospital di Cardiff. Questa tecnologia infatti può aiutare le future mamme a ridurre il dolore durante il travaglio.

Indossando un visore, le gestanti vengono immerse in un ambiente sereno, a scelta tra 6 differenti alternative. Questa esperienza virtuale favorisce il rilassamento delle donne e le aiuta nella gestione del dolore, durante le prime fasi del travaglio. Il sistema può essere adattato per ogni paziente, grazie al supporto di psicologi specialistici.

Secondo la Responsabile Ostetrica del Cardiff Health Council, Suzanne Hardacre, la realtà virtuale potrebbe diventare un ottimo coadiuvante da affiancare alla eventuale terapia farmacologica, ma che garantisce un impatto nettamente più tollerabile sulla salute. Infatti rende possibile un approccio al rilassamento e alla respirazione in maniera del tutto naturale. In ogni caso la tecnologia è solo un supporto ai farmaci, che non vengono mai del tutto eliminati. Il visore viene accettato di buon grado dalle partorienti, in quanto si tratta di qualcosa di molto simile ad un simulatore di gioco.

Secondo gli studi (Patterson & Hoffman, 2004), utilizzando la realtà virtuale durante dolorose procedure mediche, la percezione del dolore si riduce in un range variabile che va dal 50 al 97%.

I primi risultati di questa sperimentazione in sala parto sono molto positivi, tanto che i medici vorrebbero applicare questa tecnologia anche in altri casi. Ad esempio potrebbe essere impiegata per la riduzione dell’ansia in pazienti costretti a lunghe degenze in ospedale.

Lo stress da lavoro è la conseguenza più frequente della frenesia, che affligge la nostra società odierna. Essere sempre di corsa potrebbe portare ad un inevitabile collasso emotivo ed energetico, chiamato anche burnout. Per curare questa condizione, è partito a Pisa un progetto che mira alla prevenzione e alla riabilitazione dei danni da stress lavoro-correlato, utilizzando la realtà virtuale (VR).

I dati ormai sono allarmanti. Si stima che ne soffre ben un lavoratore su quattro e che il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta proprio allo stress. Questo fattore determina costi considerevoli in termini sia del benessere psico-fisico del lavoratore, che in termini di risultati negativi sull’andamento economico di un’unità produttiva.

La realtà virtuale potrebbe aiutare a curare lo stress da lavoro. Ne sono conviti Inail Regione Toscana, l’Università di Pisa, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e la Scuola Superiore Sant’Anna che hanno finanziato un progetto per analizzare meglio l’impatto di questa tecnologia. La ricerca mira a creare interventi personalizzati su ogni paziente, ridurre i livelli di stress lavoro-correlato, trattare eventuali patologie psichiatriche, elaborare strategie individualizzate per il reinserimento lavorativo attraverso l’assistenza e sviluppare di percorsi di terapia cognitivo-comportamentale.

Negli scenari virtuali sarà possibile potenziare le tecniche cognitivo-comportamentali rendendole più sicure e meno costose rispetto all’esposizione in vivo. In questo modo il paziente potrà venire a contatto con la situazione stressogena in un ambiente sicuro mentre il terapeuta potrà monitorarne il comportamento dal vivo ed elaborare un modello adattivo più efficace.

La creazione di scenari virtuali ad hoc e la valutazione in tempo reale di parametri psicofisiologici stress-sensibili (come ad esempio la frequenza cardiaca, la pressione, la variabilità dell’elettrocardiogramma) consentirà di misurare per ogni singolo caso i livelli di stress reattivo a diverse situazioni lavorative. Questo permetterà di ricavare informazioni più precise sull’idoneità allo svolgimento di precise mansioni e su come aiutare il reinserimento lavorativo.

Seguendo le orme di altre grandi case automobilistiche come Ford e Seat, anche Hyundai ha deciso di applicare le realtà virtuale per lo sviluppo del design dei modelli futuri. Presso lo Hyundai Motor Europe Technical Center (HMETC), i designer hanno integrato questa nuova tecnologia nel processo di sviluppo delle auto.

Il procedimento tradizionale per disegnare un’auto richiede numerosi passaggi, che a volte rallentano la fase progettuale. Ad esempio vengono costruiti vari modelli fisici in argilla, per visualizzare design differenti, che necessitano di tempistiche molto lunghe per la realizzazione. Inoltre, quando uno di questi modelli viene scartato, i designer devono ricominciare il processo da capo, impiegando molto tempo e aumentando i costi.

Credits: Hyundai

Utilizzando la realtà virtuale, invece, Hyundai può iniziare a comprendere e percepire le forme interne ed esterne dei prodotti ancora prima che vengano realizzati materialmente i modelli. Il sistema, chiamato Virtual Seat Buck, ha portato alla casa coreana numerosi benefici. Innanzitutto permette una rapida visualizzazione dei dati di design, come le varianti di colore e le diverse tipologia di allestimenti, già nelle prime fasi dello sviluppo. Questi dati vengono condivisi in tempo reale con gli ingegneri di prodotto fin da subito, così da facilitare gli scambi tra i due dipartimenti. Ogni volta che un nuovo avanzamento del progetto viene salvato sul cloud, questo può essere lavorato in maniera continuativa da più dipartimenti localizzati in diverse parti del mondo.

Il processo di sviluppo con la realtà virtuale semplifica il lavoro dei designer Hyundai riducendo notevolmente il tempo che serve a vedere le proprie idee realizzate in 3D. Inoltre, la tecnologia è capace di visualizzare infinite possibilità di colori e materiali, come anche di testare la funzionalità dinamica delle parti mobili.

Thomas Bürkle, Chief Designer dello Hyundai Design Center Europe, ha commentato “Il nostro Virtual Seat Buck è un esempio di come Hyundai stia implementando innovative tecnologie nei processi di lavoro, affiancandosi alla creazione di modelli fisici in argilla delle auto. La realtà virtuale non solo facilita e accelera il nostro processo di design, ma ci permette anche di andare ancor più incontro alle esigenze dei nostri clienti.”

“La sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte.” così ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 13 ottobre in occasione della Giornata per le Vittime degli incidenti sul lavoro. I numeri purtroppo sottolineano una situazione drammatica: sono più di 700 i morti sul lavoro da gennaio 2019 ad oggi. Dal punto di vista europeo, i costi che l’UE sostiene ogni anno per incidenti ed infortuni sul lavoro ammontano a 476 miliardi di euro. Una cifra da capogiro, che equivale al 3,3% del PIL.

Purtroppo, nonostante le misure di sicurezza siano sempre più stringenti, gli incidenti sono frequenti. A volte i rischi che comportano una determinata mansione vengono trascurati per negligenza. Questo perché acquisiamo la nostra capacità di identificare e valutare i rischi attraverso la formazione e l’esperienza. Spesso però questa formazione può essere altrettanto pericolosa e spietata come l’esperienza quotidiana sul campo. Ma a questo problema oggi c’è una nuova soluzione: la Realtà Virtuale (VR).

Il Laboratorio di Realtà virtuale (LabVR) del Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive (Dispoc), all’interno del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, in collaborazione con l’Ente senese Scuola edile (Esse), ha perciò realizzato una simulazione al fine di formare i lavoratori del settore edile, uno dei settori più ad alto rischio incidenti, che svolgono attività in quota.

Attraverso la realtà virtuale l’addestramento è molto più efficace perché riproduce le attività più rischiose per salute e sicurezza e insegna le buone pratiche, facendo sperimentare i rischi e la loro reale entità. Inoltre è possibile riprodurre situazioni di emergenza pericolose in modo molto accurato nelle stesse condizioni di lavoro che si sperimentano sul luogo di lavoro. Il Training VR può anche includere sensazioni realistiche di altezze, distrazioni, stress e rischi ambientali che, con l’addestramento fisico è impossibile ricreare. Infine, la realtà virtuale permette di svolgere sessioni di allenamento in spazi sicuri al 100% senza dover recarsi nel luogo di lavoro, che solitamente contiene molti elementi poco sicuri (impalcature strette, altezze vertiginose, macchine pericolose, …)

“L’applicazione delle nuove tecnologie di realtà virtuale con l’obiettivo di migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro”, spiega Giannetto Marchettini, presidente dell’Ente senese Scuola edile e Cassa edile di Siena, “è la sfida vinta su come la ricerca possa svolgere un ruolo fondamentale nel miglioramento di tutti gli ambiti professionali. E così, accanto alla formazione tradizionale, quella con la realtà virtuale consente di prendere coscienza di esperienze difficilmente realizzabili in altri modi. Questo permette, senza alcun dubbio, di provare situazioni critiche da saper gestire e affrontare nel miglior modo possibile. Se, attraverso progetti come questo, riusciamo a dare il nostro contributo alla diminuzione degli incidenti sul lavoro potremmo dire di aver raggiunto un significativo traguardo”.

Vuoi approfondire l’argomento?

Abbiamo realizzato una guida che spiega gli 11 principali vantaggi della formazione in realtà virtuale al fine di ridurre gli incidenti sul lavoro.

Per leggerla, clicca qui.

Con più di 10 milioni di visitatori all’anno, la Reggia di Versailles è una dei palazzi più fotografati del mondo. Grazie ad un ambizioso progetto di Google Arts & Culture, da oggi la maestosa residenza reale è visitabile anche con la realtà virtuale, comodamente da casa propria.

Con Versailles VR: The Palace is yours è possibile esplorare tutte le sale della reggia di Luigi XIV senza dover fare file interminabili alla biglietteria e senza dover girare tra la folla. Indossando un visore e dei controller, è possibile infatti concedersi un tour privato del palazzo, direttamente dal salotto di casa. La visita è disponibile anche con una suggestiva atmosfera notturna, per poter ammirare al chiaro di Luna i meravigliosi giochi di luce dei tesori di Versailles.

Attraverso l’esperienza gli utenti possono scoprire ben 21 sale, oltre 340 opere d’arte, tra cui i ritratti della famiglia reale e le foto dell’archivio risalenti al XIX secolo. Sono presenti anche le stanze più iconiche come la Galleria degli Specchi, lunga ben 73 metri, la Camera del Re, ed il prezioso armadio dei gioielli di Maria Antonietta. Non manca la Cappella Reale, visitabile esclusivamente con una guida turistica.

Per ricostruire gli sfarzosi interni della reggia, Google ha impiegato la tecnica della fotogrammetria, che ha permesso di ricostruire i modelli tridimensionali delle sale partendo da semplici fotografie bidimensionali. In totale, l’azienda di Mountain View ha raccolto oltre 4 TB di dati (15 miliardi di pixel) da cui ha ricavato ricostruzioni 3D estremamente dettagliate.

Per visitare virtualmente il palazzo reale basta scaricare gratuitamente da Steam Versailles VR ed utilizzare uno dei visori compatibili come HTC Vive, Oculus Rift e Valve Index.