tatuaggi in realtà aumentata

Chi pensa che i tatuaggi siano una forma d’arte statica e dal segno immutabile non ha fatto i conti con la realtà aumentata. Anche la pelle, infatti, può essere interpretata come una superficie dinamica e tridimensionale, e grazie a questa tecnologia, il concetto può essere rappresentato visivamente con risultati molto suggestivi.

Alison Bennett è un’artista visiva australiana che ha deciso di trasformare i tatuaggi in opere d’arte tridimensionali ed esplorare la pelle come se fosse un tessuto, una superficie dalle molteplici sfaccettature. Per la mostra “Shifting skin”, allestita presso la Deakin University Art Gallery di Melbourne, in Australia, Alison Bennett ha usato fotografie di tatuaggi esistenti, già eseguiti, uno scanner piano e un software in realtà aumentata prodotto da Aurasma.

La speciale scannerizzazione dell’immagine del tatuaggio e del suo sfondo produce immagini digitalizzate molto particolari, in cui la pelle appare come una specie di mappa strutturata da diverse profondità e trame variegate, capace di assorbire l’inchiostro in movimento come un corpo estraneo: l’esperienza è allo stesso tempo coinvolgente e alienante, perché mostra il corpo umano in una luce completamente nuova, suggestiva ma lievemente disturbante. Il resto lo fanno la realtà aumentata e un dispositivo mobile: le fotografie dei tatuaggi, infatti, una volta inquadrate con la telecamera di uno smartphone o di un tablet, trasformano l’inchiostro piatto del disegno in un’animazione tridimensionale dotata di vita autonoma; lo spettatore vede quest’opera d’arte fluttuare nello spazio virtuale sullo sfondo di una pelle che, a sua volta, è diventata un materiale simile a un tessuto, estraneo al corpo umano.

Anche in questo caso la realtà aumentata, con la sua capacità di conferire dinamismo e tridimensionalità ai contenuti, viene utilizzata da un’artista per aggiungere nuove dimensioni, per lo più inesplorate, ad una forma d’arte conosciuta ma allo stesso tempo enigmatica, come il tatuaggio.

tatuaggi come opere d'arte in realtà aumentata di Alison Bennett

La mostra di tatuaggi in realtà aumentata “Shifting Skin” di Alison Bennett. Fonte: http://www.alisonbennett.com.au/page22.htm

 

Fonte: http://www.alisonbennett.com.au/page22.htm

biglietti auguri in realtà aumentata

Per mandare un messaggio semplice, ma molto sentito, non è sempre necessario utilizzare i mezzi di comunicazione più complessi, ora basta la realtà aumentata:  anche la carta, infatti, può diventare dinamica e trasformarsi in un materiale “parlante”. Quante volte vorremmo che i biglietti a cui affidiamo i nostri messaggi personali svelassero un contenuto speciale solo per il destinatario? Tra i prodotti cartacei più statici, ma allo stesso tempo maggiormente personalizzabili, ci sono i biglietti d’auguri.
Ora ben due applicazioni mobile in realtà aumentata li rendono interattivi e originali. Gli sviluppatori della società Fuzzy-Logic hanno creato delle speciali cartoline per gli auguri di compleanno dei bambini con vari soggetti “classici”, come torte a più piani, draghi, aerei; una volta inquadrate con un dispositivo smart, le Birthday Card AR si animano in versione tridimensionale sullo schermo, e diventano interattive: si può aiutare un cucciolo di drago a uscire dall’uovo, o salvare la torta e l’aereo dal dinosauro affamato.

 

cartoline di buon compleanno di Fuzzy-Logic in realtà aumentata

Una delle Birthday Card Ar animate di Fuzzy-Logic. Fonte: http://www.fuzzy-logic.co.za/portfolio/birthdaycardar/

Gizmo, invece, è un simpatico robottino rosso protagonista dei biglietti d’auguri disegnati dagli artisti di Artiphany, che stanno cercando di finanziare il proprio progetto artistico tramite la piattaforma Kickstarter. Con un’applicazione mobile sviluppata dalla società Daqri, infatti, questi biglietti portano in vita Gizmo: dopo aver ricevuto un biglietto con uno speciale adesivo applicato a seconda dell’occasione (che si tratti di fare gli auguri di buon compleanno, buone vacanze, o mandare un romantico messaggio di San Valentino) il destinatario potrà inquadrarlo con il proprio dispositivo per vedere il simpatico robottino rosso animarsi e saltellare: interagendo con lui sullo schermo, offrirà una torta di compleanno, scierà sulla neve per augurare buone vacanze, o porgerà a modo suo una scatola di cioccolatini.

auaguri di buone vacanze in realtà aumentata

Biglietto di buone vacanze di Gizmo. Fonte: http://www.kickstarter.com/projects/artiphany/gizmo-augmented-reality-greeting-cards

I biglietti d’auguri in realtà aumentata riescono così a dire molto di più di quello che appare sulla carta.

Fonti: http://www.fuzzy-logic.co.za/portfolio/birthdaycardar/

http://www.kickstarter.com/projects/artiphany/gizmo-augmented-reality-greeting-cards

app gelato con musica in realtà aumentata

Avete mai provato ad ascoltare un gelato? La realtà aumentata crea modi del tutto nuovi di interagire con diversi prodotti, sfruttando la naturale ricchezza dei nostri canali sensoriali. Che si tratti di generi alimentari, abbigliamento, giochi, libri o altro, l’aggiunta di contenuti digitali coinvolge le persone in esperienze sensoriali e di intrattenimento inedite.

Si direbbe che mangiare un gelato sia un’esperienza che non ha bisogno di essere “aumentata”; per farlo al meglio però, potrebbe essere utile avere qualche conoscenza e, addirittura, portare un po’ di pazienza. L’azienda americana Häagen-Dazs ha deciso di creare un’applicazione mobile per il sistema iOS che indica qual è il tempo di attesa giusto per poter assaporare il gelato alla giusta temperatura e consistenza, e contemporaneamente offre un piacevole intrattenimento per ingannare il tempo. La “Concerto Timer app”, sviluppata dall’agenzia Goodby Silverstein & Partners e dalla società di produzione digitale JAM3, utilizza la tecnologia Kinect 3D e un video: inquadrando con il proprio iPhone la confezione di gelato (allineando lo schermo con il coperchio), si vedrà apparire l’eterea sagoma di una violinista che suona l’Invenzione n° 14 di Bach e che, se si avvicina una seconda coppetta, “improvvisa” un duetto con una violoncellista. Il concerto dura in tutto due minuti, al termine dei quali il gelato è pronto per essere mangiato.

Fonte: http://www.multivu.com/mnr/62528-haagen-dazs-mobile-concerto-timer-app-classical-music-preparing-ice-cream e http://www.haagendazs.com/
Dopo la serie giapponese “Asoberu-T”, anche il brand italiano Oviesse ha deciso di trasformare le T-shirt in cotone con stampa in strumenti di intrattenimento e condivisione. Dopo aver scaricato l’app OVS (disponibile per i sistemi Android e iOS) in realtà aumentata tramite il QRcode, si possono inquadrare le magliette sui cui sono stampati vari soggetti (paesaggi, navi, aquiloni) e giocare a risolvere i puzzle di diversi livelli di difficoltà che appaiono sullo schermo. Sfidare i propri amici e condividere con loro l’esperienza fa parte del divertimento.

t-shirt con puzzle in realtà aumentata oviesse

Le T-shirt Oviesse in realtà aumentata. Fonte: http://corporate.ovs.it/news/app-realta-aumentata-ovs#.UfveOqNT7TD

Fonte: http://corporate.ovs.it/news/app-realta-aumentata-ovs#.UfveOqNT7TD

architettura mai realizzata in realtà aumentata

Reale e virtuale, passato e presente, possibile e impossibile……… ogni termine di queste opposizioni rappresenta una formidabile opportunità per la realtà aumentata. Questa tecnologia, infatti, dà il meglio di sé quando riesce a mostrare gli aspetti della realtà che non sono visibili a occhio nudo a causa di barriere spazio-temporali che siamo abituati a considerare invalicabili: oggetti e monumenti che si trovano a migliaia di chilometri di distanza da noi, o che appartengono al passato e sono andati distrutti, o che, al contrario, sono allo stato progettuale e non sono ancora realtà, o che esistono solo nei libri o nei giochi.

Ma c’è un’altra opposizione interessante, che riguarda il mondo della storia dell’arte e dell’architettura e interseca parzialmente le precedenti: quella che divide le opere che nel corso degli anni sono state costruite da quelle progettate e mai realizzate. Che fine fanno, nel mondo, le idee che poi non diventano materia? La realtà aumentata oggi può dare una risposta a questa domanda, riportando alla luce quello che poteva essere e non è stato. Almeno in architettura.

Forse, infatti, ci sono anche storie che si fanno con i “se” e con i “ma”: è quello che sembrano voler dire gli architetti del team australiano felix._Giles_Anderson+Goad interpretando le parole di Rem Koolhaas, curatore della quattordicesima Mostra Internazionale di Architettura, che si terrà a Venezia dal 7 giugno al 23 novembre 2014. Il tema scelto per la prossima Biennale di Architettura, infatti, è “Fundamentals”, e riguarda anche l’evoluzione delle architetture nazionali negli ultimi cento anni. Così, i creativi del team “felix”, che porteranno il contributo dell’Australia alla Biennale, hanno trovato un punto di vista originale da cui raccontare l’ultimo secolo di opere architettoniche del loro paese: “Augmented Australia 1914-2014” sarà un’esibizione composta da 21 progetti architettonici mai realizzati e mostrati al pubblico per mezzo di modelli tridimensionali in realtà aumentata, animazioni, immagini, voci e suoni fuori campo. Dieci design storici, dieci piani per edifici pubblici contemporanei mai costruiti e il nuovo padiglione australiano di Denton Corker Marshall, che sarà in costruzione proprio durante la Biennale. I primi saranno scelti dallo storico dell’architettura Philip Goad, mentre per selezionare le opere contemporanee gli architetti australiani sono chiamati a inviare i progetti (ideati negli ultimi venti anni) tramite il sito.
I visitatori potranno così utilizzare un’apposita applicazione in realtà aumentata per inquadrare con i loro smartphone i marker posti sui pali dell’area espositiva, e accedere al catalogo virtuale delle opere: il modello tridimensionale dei progetti “perduti” potrà non solo essere ammirato, ma anche attraversato. Edifici che non sono mai stati costruiti vivono dunque una seconda vita e vengono virtualmente aperti al pubblico.

opere architettoniche australiane mai realizzate in realtà aumentata

“Augmented Australia 1914-2014” di felix._Giles_Anderson+Goad . © 2013 Australian Institute of Architects (fonte: http://wp.architecture.com.au/news-media/unrealised-dreams-come-to-life-for-2014-venice-architecture-biennale/)

Non solo le rovine delle opere che il tempo e gli uomini hanno distrutto, ma anche le idee rimaste sulla carta, i progetti mai realizzati, hanno una storia da raccontare, e possono farlo grazie alla realtà aumentata.

Fonte: http://wp.architecture.com.au/venicebiennale/

shakespeare in realtà aumentata

Non solo monumenti e siti archeologici. La realtà aumentata ora riesce a riportare in vita anche le più grandi e famose personalità del passato. Il fascino evocato immediatamente da questa possibilità aumenta in modo direttamente proporzionale al “mistero” che ruota attorno ad alcune figure storiche celebri, ma del cui aspetto fisico sono rimaste poche testimonianze.
Ora, invece, grazie alla realtà aumentata, è possibile farsi fotografare addirittura con William Shakespeare!
Da una fruttuosa collaborazione tra l’organizzazione Shakespeare Birthplace Trust, impegnata a preservare il patrimonio di testimonianze del grande poeta inglese nella sua città natale, la Serious Games International e Hewlett Packard, è nata infatti “Eye Shakespeare”: un’app, scaricabile da i Tunes e compatibile con iPad, iPhone e iPod touch che rende molto più ricca e interattiva la visita turistica a Stratford-upon-Avon.
L’applicazione offre informazioni sugli eventi locali organizzati nella cittadina, fornisce mappe interattive con indicazioni dei principali luoghi d’interesse legati alla storia del grande poeta e mette a disposizione le immagini di ben 200 documenti provenienti dall’archivio della Shakespeare Birthplace Trust; tra questi, una copia del First Folio, la prima pubblicazione delle opere del poeta, del 1623, e dell’ultima lettera a lui indirizzata. Inquadrando i luoghi visitati con lo smartphone, informazioni in realtà aumentata verranno aggiunte sullo schermo in tempo reale.

Eye shakespeare app in realtà aumentata

Eye Shakespeare: il poeta è una delle guide virtuali al tour di Stratford-upon-Avon. Fonte: http://www.shakespeare.org.uk/visit-the-houses/latest-news/new-app-brings-shakespeare-and-his-home-to-life.html

Ma le attrattive principali dell’applicazione sono altre ancora: dalla possibilità di avere la propria guida personale al tour di Stratford, tra cui lo stesso Shakespeare, David Garrick e Marie Corelli, a quella di visualizzare la ricostruzione tridimensionale di New Place, una delle residenze principali di Shakespeare demolita nel 1702, semplicemente inquadrando il luogo dove era collocata un tempo: muovendosi con il dispositivo, la costruzione si può vedere da diversi punti di vista. E, naturalmente, alla fine della visita, è possibile scattare una foto con l’avatar 3D del poeta, da stampare in seguito presso lo Shakespeare Birthplace Gift Shop.
La realtà aumentata, dunque, dà la possibilità di vivere in modo personale e originale la visita ai luoghi che sono stati teatro di eventi importanti, ma anche della vita di personaggi famosi, riportando alla luce testimonianze preziose che diventano strumenti di conoscenza interattivi.

Fonte: http://www.shakespeare.org.uk/visit-the-houses/latest-news/new-app-brings-shakespeare-and-his-home-to-life.html

Ricostruzione del Colosseo in realtà aumentata

Sono sempre più numerose, nel mondo, le grandi città d’arte che vogliono mettere in mostra il loro antico aspetto attraverso la realtà aumentata. Mettere una grande varietà di immagini e contenuti “d’archivio” a disposizione di tutti i turisti che si avvicinano a luoghi e monumenti celebri muniti di smartphone o tablet è uno dei modi più innovativi e suggestivi di riportare in vita la storia e il prestigio di una località famosa. Le informazioni, infatti, grazie alla realtà aumentata e alla geolocalizzazione, appaiono esattamente lì dove hanno ragione di essere, creando spesso un contrasto visivo ad alto coinvolgimento.

Anche Parigi entra a far parte della schiera di “città aumentate”. La società Mavilleavant (MyCityBefore) ha realizzato “Paris Then and Now”, un’app in realtà aumentata per Android e iOS che introduce gli utenti in un’esplorazione interattiva di moltissime zone della città: una volta superato l’imbarazzo della scelta a proposito di quale quartiere visitare, si possono visualizzare immagini che illustrano l’aspetto dei vari luoghi 100 anni fa, anche sovrapponibili alla realtà attuale situata al di là dello schermo.

Oltre al corredo visivo, naturalmente, vengono fornite descrizioni storiche e aneddoti interessanti. Per sapere dove si trova il più vicino “luogo aumentato”, si può scegliere di ricevere apposite notifiche quando ci si trova nelle vicinanze, oppure di cercarli autonomamente attraverso mappe interattive, satellitari, o contenuti in realtà aumentata.

App in realtà aumentata per la storia di Parigi

L’app “Paris, Then and Now” per iOS e Android. Fonte: http://www.mavilleavant.com/press/

Ma Roma, con le sue attrazioni turistiche di fama mondiale, potrebbe presto non essere da meno. Inglobe Technologies ha infatti presentato all’Augmented World Expo 2013 (tenutosi lo scorso giugno in California) l’applicazione ARmedia 3D Tracker per il riconoscimento di oggetti tridimensionali complessi. Una delle dimostrazioni più interessanti dell’uso di questa tecnologia su un tablet, è stata fatta proprio per fornire una ricostruzione tridimensionale in realtà aumentata del Colosseo. I turisti potrebbero dunque inquadrare con il loro dispositivo il monumento e vedere le parti “mancanti” prendere forma in tempo reale sullo schermo.

La realtà aumentata può diventare una risorsa per chi vuole visitare le più belle città d’arte del mondo sperimentando la sensazione di fare anche un viaggio indietro nel tempo.

Fonti: http://www.mavilleavant.com/ e   http://www.armedia.it/tracker.php