proiettore mobile per animare i personaggi dei libri con la realtà aumentata

La realtà aumentata sta percorrendo a gran velocità la strada per rendere sempre più labile il confine tra il mondo fisico e quello digitale, e far interagire il materiale e l’immateriale, il concreto e l’immaginario. I luoghi “tradizionali” in cui gli oggetti fisici fanno scattare l’immaginazione dei bambini sono sempre stati giochi e libri.
Karl D.D. Willis, Takaaki Shiratori e Moshe Mahler dei Disney Research Labs di Pittsburgh, in collaborazione con la Carnegie Mellon University, hanno progettato un sistema che dà corpo (digitale) e vita a questa immaginazione, trasformando l’idea stessa di libro di fiabe. Quello che fa HideOut è spostare ancora più in là le frontiere della realtà aumentata, facendo interagire oggetti fisici e digitali attraverso l’eliminazione di un “barriera”, quella dello schermo dei vari dispositivi.

Il sistema si basa infatti sul funzionamento di una speciale telecamera incorporata in un piccolo proiettore portatile (si può agevolmente tenere con una sola mano) che è in grado di “leggere” delle immagini nascoste. Le pagine di questi particolari libri di fiabe, infatti, contengono dei markers a raggi infrarossi, invisibili all’occhio umano ma perfettamente riconoscibili dalla telecamera, che in seguito ne proietta il contenuto sulla superficie del foglio. Sui markers possono essere stampate altre immagini con inchiostro normale, cosicché l’aspetto è quello di un classico libro di fiabe per bambini.

La prospettiva più innovativa e affascinante di questo sistema è costituita dal fatto che gli oggetti digitali proiettati si muovono e possono interagire sia con gli elementi stampati sulle pagine che con gli oggetti fisici posti sulla superficie di proiezione: i personaggi della storia camminano da una pagina all’altra, aprono la porta ed entrano nelle case, cambiano percorso se trovano un ostacolo. Naturalmente questa tecnologia può trovare facile applicazione anche nella realizzazione di giochi da tavolo “aumentati” e in ambienti di lavoro, per esempio per proiettare e sfogliare documenti digitali direttamente sul ripiano di una scrivania. E il prossimo passo dovrebbe consistere nell’integrazione di questi sistemi di proiettori mobili nei dispositivi portatili quali smartphone e tablet.
La realtà aumentata trasforma la lettura di una fiaba in un’esperienza emozionante, che alla naturale sequenzialità della storia, favorita dal formato tradizionale del libro, aggiunge l’animazione di personaggi e oggetti che vivono l’ambiente delle pagine come se fosse reale e concreto. L’esercizio dell’immaginazione acquisisce così una marcia in più.

la nuova realtà aumentata di HideOut Disney

Con HideOut i personaggi proiettati interagiscono con i pezzi dei giochi da tavolo. Fonte: http://www.disneyresearch.com/project/hideout/

Fonte: http://www.disneyresearch.com/project/hideout/

 

tavolo da ping pong in realtà aumentata

La realtà aumentata aveva già dimostrato una certa vocazione a rendere più vivaci e interattivi i giochi più tradizionali, specialmente se richiedono un grande tavolo liscio come superficie di base, ideale per ospitare contenuti innovativi: all’Augmented World Expo 2013 tenutosi lo scorso giugno in California, infatti, si era visto l’ArPool, un tavolo da biliardo in realtà aumentata che poteva “prevedere” e mostrare le traiettorie delle palle prima che queste venissero colpite. Ora ad essere aumentato è addirittura un gioco divenuto anche specialità olimpica, il Ping Pong.

Un gruppo di designer romeni, Sergiu Doroftei, Bogdan Susma, Ion Cotenescu e Silviu Badea ha presentato Pingtime come un esperimento al Rokolectiv 2013, un festival di musica elettronica e arte tenutosi in primavera a Bucarest. Sensori posti sulle racchette, telecamere a infrarossi che seguono la pallina, l’uso dell’ambiente di programmazione vvvv sono le principali tecnologie che trasformano l’intero “campo” da gioco in un set ricco di straordinari effetti speciali: la superficie  del tavolo, sulla quale è proiettata continuamente una grande varietà di effetti di luce e buio, sembra di volta in volta muoversi, ondeggiare, piegarsi e reagisce in tempo reale agli spostamenti della pallina, spesso l’unica fonte di luce fluorescente.

pingtime from videogram on Vimeo.

 

Anche in questo caso, gli effetti (molto) speciali cambiano notevolmente l’aspetto dell’ambiente di gioco, trasformando il tavolo da ping pong in un suggestivo schermo interattivo; la principale differenza da cogliere rispetto all’ArPool è costituita dal fatto che, mentre questo era stato progettato per aiutare i principianti ad imparare a giocare, agevolandone in sostanza le mosse, in Pingtime l’aggiunta di contenuti ed effetti tridimensionali in realtà aumentata sembra voler sfidare la capacità di concentrazione del giocatore, che è una delle abilità fondamentali per riuscire in questo sport. Secondo gli stessi sviluppatori, il progetto avrebbe infatti anche un altro scopo, oltre a quello dell’intrattenimento: scoprire quanto i tempi di reazione in giochi come questo sono influenzati da speciali effetti computerizzati che intervengono in tempo reale.

ping pong in realtà aumentata

Pingtime (fonte: http://vimeo.com/68336207#)

La realtà aumentata può dunque trasformare i giochi tradizionali in terreni di riflessione e sperimentazione creativa sull’evoluzione del mondo del gaming.

Fonti: http://venturebeat.com/2013/07/14/pingtime-brings-trippy-augmented-reality-to-the-world-of-ping-pong/ e http://www.rokolectiv.ro/2013/Specials/

album da colorare in realtà aumentata

Ai bambini, spesso, basta poco per sentirsi degli artisti: anche solo riempire con i propri colori un disegno stampato in bianco e nero può dare molte soddisfazioni. Ora, grazie alla realtà aumentata, i piccoli (e non solo loro) potrebbero facilmente trasformarsi addirittura in creatori di opere animate a tre dimensioni.
ColAR è infatti un’app in realtà aumentata prodotta dalla società Puteko Limited, la cui tecnologia è stata sviluppata dallo Human Interface Technology Laboratory New Zealand (HIT Lab NZ), che potrebbe cambiare il concetto di album da colorare; dopo aver scaricato e stampato dal sito web i disegni, che comprendono vari soggetti, i bambini possono colorarli con i propri pennarelli, matite, pastelli o altri strumenti, purché non coprano i contorni delle figure. E a questo punto arriva il bello: scaricando l’app gratuita, disponibile sia per iOS che per Android, è sufficiente inquadrare con il dispositivo mobile il disegno e premere Play per vederlo prendere vita. Le figure diventano tridimensionali e si animano, mantenendo i colori dati dal bambino: ecco che allora la grande mongolfiera comincia a volare e a girare, l’aereo si alza sopra le nuvole, il drago sbatte le ali e sputa fuoco.

disegni da colorare in realtà aumentata

Un esempio di animazione creata da ColAr App. Fonte http://colarapp.com/

 

Nonostante i disegni siano già realizzati e a disposizione di tutti, la sensazione di aver creato qualcosa di unico e originale è l’elemento centrale di quest’esperienza: personalizzando le figure con i colori che la fantasia suggerisce, i bambini vedono una propria creazione animarsi e trasformarsi in qualcosa che è dotato di vita propria. Potrebbe essere la nascita di una nuova generazione dei classici album da colorare.
Le applicazioni in realtà aumentata di uso più comune ci abituano a scovare informazioni aggiuntive non visibili a occhio nudo, ma questa tecnologia può anche farci diventare creatori di contenuti aumentati personalizzati.


Fonte: http://colarapp.com/

GlassBattle, la battaglia navale in realtà aumentata per i Google Glass

Esperienza totalizzante, immersione in ricchi ambienti simulati, modellazione tridimensionale…la realtà aumentata applicata al gaming ci ha abituati a pensare a queste caratteristiche. Una delle ultime novità riguardanti le potenziali applicazioni di giochi per i Google Glass, però, sembra andare in una direzione un po’ diversa.

Ha suscitato infatti molta curiosità e interesse la notizia dello sviluppo, da parte della società BrickSimple, di una versione della popolarissima “Battaglia Navale” espressamente concepita per gli occhiali in realtà aumentata. La prevalenza dell’aspetto di strategia su quelli “scenografici” è rispettata: non si vedono effetti tridimensionali o simulazioni di ambienti particolari, ma solo la classica griglia di battaglia posizionata nell’angolo in alto a destra del campo visivo.

Gli elementi innovativi sono gli stessi che, almeno fino a questo momento, hanno contribuito a creare grande attesa attorno ai Google Glass in quanto device in realtà aumentata: la possibilità di giocare su un dispositivo indossabile, quella di interagire a distanza con altri utenti in vari modi e di poter eseguire più attività contemporaneamente. La demo di “GlassBattle”, infatti, mostra che si può giocare contro un avversario a distanza, visualizzando i risultati delle sue mosse in tempo reale e inviando le coordinate tramite comandi vocali; ma, soprattutto, fa vedere come si possa giocare un’intera partita mentre si passeggia al parco o si cammina tra gli scaffali del supermercato facendo la spesa.

Battaglia navale in realtà aumentata per i Google Glass

L’inizio della partita a GlassBattle. Fonte: BrickSimple (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=dGcdd4cJxzE)

Uno dei classici giochi di strategia più conosciuti, quello che richiedeva pochi strumenti (solitamente carta e matita) e tanta concentrazione, ora viene inglobato nel campo visivo del giocatore che può fare le sue mosse anche mentre svolge le normali attività quotidiane, usando la voce al posto delle mani. La realtà aumentata, soprattutto quando è utilizzata nella progettazione di giochi, aggiunge contenuti digitali, spesso interattivi, per offrire un maggiore coinvolgimento. Probabilmente la portata potenzialmente rivoluzionaria dei Google Glass (e, in generale, dei dispositivi indossabili) sta anche in questo punto, nella capacità di ridefinire il concetto di “esperienza immersiva”.

Fonte: http://www.nbcnews.com/technology/battleship-style-glassbattle-shows-gaming-potential-google-glass-6C10588115

realtà aumentata wonderbook libri giochi

Un libro in realtà aumentata attiva un’esperienza che si colloca sempre a metà tra lettura e gioco: personaggi e oggetti, spesso manipolabili, si “staccano” dalla carta e diventano tridimensionali, ma per andare avanti con la storia bisogna girare le pagine.

Cosa succede allora quando il libro in realtà aumentata prende vita attraverso un videogioco? È l’esperimento, riuscito, fatto da Sony con la serie “Wonderbook” per la console Playstation3. Sono libri speciali che, sistemati di fronte allo schermo del televisore collegato alla Playstation3, svelano i contenuti in realtà aumentata “nascosti” nelle pagine. Il giocatore può interagire con i personaggi ed “entrare” nella storia grazie una speciale videocamera, la Playstation Eye, in grado di interpretare immagini e gesti (con algoritmi di computer vision e gesture ricognition), e a un controller sensibile al movimento, il Playstation Move. Quando il giocatore si posiziona davanti al televisore e apre il libro, sullo schermo vede sè stesso nella stanza con una scena tridimensionale nuova di fronte, con la quale può interagire “toccando” oggetti e personaggi.

 

Il primo titolo, Book of Spells, uscito nel 2012, insegnava ad eseguire gli incantesimi di Harry Potter attraverso una storia scritta da J.K. Rowling: il giocatore doveva pronunciare le formule magiche e agitare la bacchetta. Il secondo libro è una detective-story per bambini, creata dai Moonbot Studios, ambientata a Library City e arricchita da atmosfere da film noir, in cui bisogna aiutare Diggs, un tarlo investigatore, a scoprire l’assassino dell’amico. Grazie alla realtà aumentata, è possibile “maneggiare” lenti d’ingrandimento e altri oggetti, accendere e spegnere luci e setacciare gli angoli della città in cerca d’indizi, anche ruotando il libro per vedere la scena da diversi punti di vista.

 

La realtà aumentata unisce due strumenti d’intrattenimento “classici” come libri e giochi per la Playstation per creare una modalità di coinvolgimento nuova: partendo dal libro come punto di riferimento fisico dell’avventura, trasforma la narrazione in un gioco interattivo in cui sia la stanza che lo schermo del televisore diventano teatro del dialogo tra giocatore e personaggi.

realtà aumentata Wonderbook Playstation3

Alcuni personaggi di Diggs Nightcrawler, libro in realtà aumentata per la Playstation3. Fonte: http://moonbotstudios.com/diggs-nightcrawler/

Fonte: http://moonbotstudios.com/diggs-nightcrawler/

La realtà aumentata non arricchisce solo il presente e il futuro. Anche il passato, con le sue immagini preziose e testi spesso sconosciuti, può essere riportato in vita da questa tecnologia. La visualizzazione di contenuti a partire dal luogo fisico in cui ci si trova, resa possibile dalla geolocalizzazione, risulta evidentemente molto utile nei servizi rivolti al cittadino o al turista. Ma può svolgere un ruolo molto importante (e meno scontato) anche nel risvegliare l’interesse degli utenti per eventi storici avvenuti in luoghi ben determinati, e magari poco noti.
Quando a questo potenziale viene sommato quello della dimensione del gioco, l’efficacia è assicurata. Ad utilizzare queste risorse con uno scopo ben preciso è stata l’organizzazione americana ConverJent, impegnata nello sviluppo di giochi digitali (ma non solo) per l’insegnamento e la diffusione della cultura ebraica.

“Jewish Time Jump: New York” è, infatti, un mobile game che, grazie alla realtà aumentata e ad un sistema di localizzazione GPS, fa fare un vero e proprio salto indietro nel tempo al giocatore, precisamente nella New York dell’inizio del 1900. L’obiettivo è quello di riportare alla luce, simulando la conduzione di un’inchiesta giornalistica, la storia, poco conosciuta, di una grande rivolta contro le condizioni di lavoro nelle fabbriche tessili della città, guidata soprattutto da giovani operaie ebraiche. Gli strumenti a disposizione sono reperti, giornali e documenti che appaiono sullo schermo dello smartphone o del tablet mano a mano che il giocatore esplora il Greenwich Village, alla ricerca di indizi. L’interattività, garantita anche da interviste virtuali con i protagonisti della vicenda, contribuisce a creare la sensazione di essere parte attiva di un documentario.
La realtà aumentata offre dunque un modo del tutto di nuovo di vivere i luoghi e la loro storia.

Fonte: http://www.converjent.org/jewish-time-jump-new-york_page/get-the-game/