Showroom Virtuale per gli arredi

Presentare tutta la collezione di arredi in uno spazio fisico limitato non è cosa da poco. Le molteplici combinazioni di modello e di colore fanno sì che il catalogo prodotti diventi pressoché infinito. È possibile quindi tenere nello store un esempio per ogni variante? Molto spesso no. Il cliente quindi a volte deve acquistare dei mobili alla cieca, senza mai averli visti nella combinazione desiderata.

Per questo motivo creare uno Showroom virtuale potrebbe diventare la soluzione a questo problema. Gli utenti vengono immersi in un ambiente ricreato in realtà virtuale ed esplorabile come se fosse reale. In questa scena, possono scoprire tutta la gamma prodotti, combinando colorazioni e configurazioni per creare gli arredi perfetti per le loro esigenze. Possono anche interagire con i mobili aprendo cassetti e sportelli oppure spostandoli nell’area VR.

In questo modo è possibile far vedere l’intero catalogo prodotti in qualità foto-realistica anche in spazi ristretti, come ad esempio uno stand fieristico o un negozio. Indossando il visore l’utente vive un’esperienza immersiva in un ambiente ricostruito digitalmente che sembra non avere confini.

La realtà virtuale abbatte le barriere fisica, geografiche e logistiche. Infatti lo Showroom virtuale può essere spostato ovunque nel mondo in modo pratico e veloce, consentendo così di abbattere le spese di spedizione dei campioni da un luogo all’altro. Può essere visitato in qualunque parte del globo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza costringere il consumatore a recarsi allo showroom fisico per vedere l’intera collezione.

Lo Showroom VR di Colorificio San Marco

Inoltre è possibile aggiornare rapidamente il catalogo, aggiungendo anche i modelli dei prodotti che ancora non sono stati lanciati sul mercato. Un modo per ampliare l’offerta commerciale e per far conoscere in anteprima ai visitatori le nuove tendenze degli arredi. La realtà virtuale inoltre permette di plasmare l’esperienza a seconda delle stagioni o agli stili dei vari mercati internazionali.

Un esempio è Colorificio San Marco, azienda leader nel settore delle pitture e delle vernici, che ha adottato un’esperienza VR sviluppata da Experenti per aiutare i consumatori a scegliere i propri prodotti direttamente nei punti vendita. Ecco qui la Case History che riassume il progetto realizzato.

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La realtà virtuale si sta affermando nell’area della progettazione e del design non solo di veicoli (come Hyundai) e di abitazioni, ma anche dell’arredamento.

Questa tecnologia permette alle aziende di abbattere tempi e costi di prototipazione, permettendo a progettisti e clienti di interagire con i modelli 3D degli oggetti grazie ad un visore VR.
Nell’ambiente virtuale possono interagire con i prodotti come se fossero reali. Possono infatti ingrandire o rimpicciolire gli articoli, spostarli o ruotarli all’interno della scena, sollevarli, aprire cassetti e sportelli per valutare al meglio tutti i dettagli dei modelli. I designer possono anche apportare modifiche ai loro progetti direttamente nello spazio virtuale.

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Il prototipatore VR di Caminetti Montegrappa, realizzato da Experenti

La realtà virtuale elimina la necessità di creare costosi prototipi fisici in legno o argilla in scala 1:1, per valutare tutti dettagli prima del lancio sul mercato. Quando uno di questi modelli viene scartato, i designer devono ricominciare il lungo e laborioso processo da capo. Il processo di sviluppo con la realtà virtuale semplifica il loro lavoro riducendo notevolmente il tempo che serve a vedere le proprie idee realizzate in 3D. Questo si traduce in un time-to-market ridotto del 30%, che può dare un vantaggio competitivo all’azienda, rispetto ai suoi competitor.

Ad esempio, se per proporre un nuovo divano il produttore ci impiega 1 anno, dalla fase di ideazione alla messa in commercio del prodotto, con la realtà virtuale questo tempo può ridursi a poco più di 8 mesi. Questo vantaggio di tempo lo aiuterà ad arrivare al mercato prima dei competitor. I consumatori potranno quindi acquistare il nuovo prodotto innovativo in esclusiva dall’azienda produttrice.

Un caso che Experenti ha avuto modo di trattare in prima persona è quello di Caminetti Montegrappa, azienda di riferimento del settore riscaldamento. Qui puoi leggere la Case History.


Non è facile immaginare l’arredamento in uno spazio vuoto o in una casa già ammobiliata ma da rinnovare. Tener conto mentalmente di spazi, colori e posizionamento dei vari mobili e complementi d’arredo può diventare molto difficoltoso, soprattutto se non è possibile visualizzare i vari articoli in casa propria prima dell’acquisto. Gli errori sono sempre in agguato.

Per scongiurare questi equivoci, la tecnologia viene in soccorso. Si stanno infatti diffondendo delle app di realtà aumentata che aiutano l’utente ad arredare la propria casa, utilizzando semplicemente lo smartphone. La realtà aumentata proietta in qualsiasi ambiente tutti i mobili in 3D a dimensioni reali. Basta solamente inquadrare l’ambiente con la fotocamera del proprio telefono o tablet per misurare istantaneamente le dimensioni della stanza. Successivamente si potranno selezionare i vari arredi, complementi, rivestimenti o elettrodomestici, per farli comparire in scala reale sopra al pavimento e spostarli nel punto esatto.

In questo modo è possibile visualizzare il prodotto posizionato direttamente nella propria casa prima dell’acquisto in modo da valutare al meglio gli ingombri, il colore e lo stile. Una sorta di preview realistica dell’arredo, che permetterà acquisti più consapevoli e, di conseguenza, maggiore soddisfazione.

L’app AR MCZ@Home fa vedere tutte le stufe MCZ direttamente a casa propria

Se il cliente non è convinto della soluzione visualizzata in AR, inserita nella realtà domestica, avrà accesso a tutto il catalogo prodotti, così da poter continuare subito la ricerca del mobile che calza a pennello per la propria abitazione. Una volta scelta la posizione definitiva dell’articolo, si potrà condividere il risultato con amici e parenti per cercare il consenso o per confrontarsi sulle varie alternative. Infine l’utente potrà anche acquistare il prodotto nel canale e-commerce senza particolari ansie, sicuro che la scelta sarà perfetta.

Non solo il consumatore che deve arredare casa, ma anche l’azienda produttrice può beneficiare dei vantaggi della realtà aumentata. Tutti i dettagli sono riassunti in questo articolo


Accorciare il ciclo di vendita è uno dei principali obiettivi di un venditore di arredi. Quando il consumatore deve fare un investimento importante per l’acquisto di un mobile, molto spesso fa fatica a scegliere in tempi ristretti. Questo perchè non riesce a capire se l’articolo si addica alla propria casa, prima di acquistarlo. Molto spesso si teme di incappare in qualche errore di valutazione. La tecnologia come la realtà aumentata può diventare un valido strumento per la vendita.

La realtà aumentata permette di posizionare i vari arredi e complementi all’interno di qualsiasi spazio, visualizzandoli esattamente come saranno in realtà. Attraverso un dispositivo mobile dotato di fotocamera, come lo smartphone o il tablet, si possono visualizzare nella stanza i modelli 3D degli oggetti in scala 1:1, in tempo reale e da qualsiasi angolazione e qualsiasi distanza. In questo modo il cliente può capire subito quale prodotto si adatta meglio al proprio alloggio e sarà più propenso ad acquistarlo. Ha già visto infatti il risultato finale.

L’app contiene al suo interno l’intera gamma prodotti con tutte le colorazioni disponibili, così da poter portare sempre con sé l’intero catalogo. Perciò consente alla forza vendita di presentare tutti gli articoli anche in spazi molto ristretti, senza costringere i clienti a visitare lo showroom fisico.

Inoltre l’app abbatte i costi di realizzazione per campionari e prototipi, in quanto basterà inserire i modelli direttamente nell’app per vederli in scala reale prima di avviare la produzione. Anche le spese per la creazione di nuovi cataloghi possono essere ridotte drasticamente: occorrerà semplicemente aggiungere i nuovi modelli nell’applicazione. Questo permette anche una maggiore rapidità nell’aggiornamento dell’offerta commerciale. Infine la realtà aumentata fa vivere l’emozione del possesso di un prodotto con un’esperienza coinvolgente che stimola la vendita

Tra i pionieri, che hanno capito fin da subito le potenzialità di questa tecnologia, c’è il colosso svedese Ikea. L’app AR IKEA PLACE, lanciata nel 2017 ma in continuo aggiornamento, permette ai clienti di arredare le loro case con più di 2200 prodotti. Anche i brand del lusso come Gucci, stanno adottando la realtà aumentata per arredare gli ambienti. Nell’app è possibile visualizzare la collezione Décor (linea di complementi d’arredo e accessori decorativi per la casa) direttamente nella propria abitazione per vedere come gli arredi si integrino negli ambienti dei clienti. Cuscini, vasi, sedie, teiere, tazze, portacandele, tavolini, cuscini, carte da parati: è possibile non solo immaginare ma anche osservare i pezzi di design realizzati da Gucci collocati in svariati punti della casa prima di procedere al loro acquisto.


Ecco altre soluzioni per l’arredo:

Jennifer Aninston utilizza uno dei filtri più popolari su Instagram

Jennifer Aninston utilizza uno dei filtri più popolari su Instagram

Diventare un cane, un Pokemon o Joker. Con i filtri Instagram possiamo essere chiunque vogliamo. Le storie infatti si arricchiscono con la realtà aumentata, per diventare sempre più virali.

Le storie Instagram non sono più le stesse. Nate inizialmente come semplici foto e video, hanno saputo evolversi nel tempo, imparando da Snapchat a includere effetti di realtà aumentata per aumentare l’engagement degli utenti. Ultimamente questi effetti stanno spopolando sul web, in quanto ora chiunque può creare il proprio filtro e diffonderlo tra gli utenti Instagram.

In poco più di 6 mesi i nuovi filtri hanno rivoluzionato il modo di comunicare sui social network. Sempre più spesso infatti le storie che vengono pubblicate ogni giorno vengono decorate con qualche effetto AR. Tra i più popolari del momento ci sono quelli che aggiungono il make up o nascondono le piccole imperfezioni del viso, quelli che modificano la faccia in un animale o in un mostro, e quelli che vengono usati solo come passatempo divertente (ad esempio “Quale personaggio Disney sei?”).

Questo grande successo dei filtri Instagram, sottolinea il grande successo della realtà aumentata che si sta integrando sempre più nelle nostre giornate. Rispetto solo a qualche mese fa, ora la tecnologia sta rapidamente diventando di uso comune, soprattutto per i giovanissimi. Influencer e celebrità infatti utilizzano quotidianamente questi strumenti, favorendo la loro diffusione tra il pubblico.

Per questa ragione la realtà aumentata rappresenta uno dei principali trend del 2020, non solo per i social ma anche per applicazioni business. I brand stanno sfruttando il potenziale di questa tecnologia, anche oltre a Instagram, per regalare ai consumatori un’esperienza unica con i propri prodotti, come la possibilità di provarli senza recarsi in negozio (ad esempio l’app Sephora per il trucco). Questo permette loro di avere un vantaggio competitivo.

Nei prossimi mesi vedremo quindi un’espansione sempre più capillare di questa tecnologia, destinata a rivoluzionare non solo il mondo del business ma anche le nostre vite.

Curiosiamo tra le innovazioni più interessanti del CES, disponibili nel prossimo futuro

Durante l’ultima edizione del CES – Consumer Electronic Show – di Las Vegas, concluso qualche giorno fa, realtà aumentata e realtà virtuale hanno ammaliato la platea di 170.000 visitatori provenienti da tutto il mondo.

L’evento CES, considerato la principale vetrina dell’innovazione tecnologica, ha visto debuttare oltre 20.000 prodotti, molti dei quali raccontano sviluppi futuri delle tecnologie di realtà aumentata e realtà virtuale. Di seguito vi illustreremo le novità più interessanti riguardanti AR e VR.

Panasonic ha presentato i suoni nuovi “occhiali VR” molto stilosi. Sono i primi visori al mondo che sfruttano la tecnologia HDR (High Dynamic Range) che consente agli utenti di visualizzare contenuti sfruttando una più ampia gamma di colori e incredibili effetti di luce. Lo stile particolare, che include anche degli auricolari integrati nelle aste, imita quello degli occhiali da sole tradizionali. Questo perché l’obiettivo della casa giapponese è quello di far sentire gli utenti come se indossassero dei normali occhiali.

Un altro nuovo device per la realtà virtuale è il guanto Forte Data Glove di Bebop Sensors. Si tratta del primo guanto tattile, capace di dare feedback atipici all’utente che permettono una più realistica immersione nel mondo virtuale. Ad esempio è possibile premere pulsanti, girare le manopole ed aprire le porte, con gli stessi movimenti che una persona farebbe nella realtà. I guanti funzionano con tutti i visori VR più venduti tra cui HTC Vive Pro e Oculus Quest.

Samsung ha presentato i suoi nuovi occhiali per la realtà aumentata che funzionano in accoppiata con l’esoscheletro GEMS.  I due device servono infatti per portare il fitness ad un prossimo livello. Infatti l’esoscheletro migliora la postura e la qualità degli esercizi fisici e gli occhiali proiettano tutti i dati in tempo in reale dell’allenamento in corso. I dispositivi funzioneranno accoppiati ad un’app dedicata gli smartphone Android.

Futurus ha esibito l’innovativo parabrezza in realtà aumentata che proietta i dati nel campo visivo del conducente dell’auto. Le informazioni visibili sul parabrezza possono essere utilizzate per evidenziare i pericoli rilevati dai sistemi dell’auto (mancato rispetto della distanza di sicurezza), per illuminare le diverse corsie, per proiettare le informazioni del navigatore direttamente di fronte alla vista del conducente, e a sostituire l’interfaccia del sistema di infotainment per controllare i file multimediali e le telefonate. Inoltre il sistema può essere arricchito anche da un avatar virtuale che fornisce ulteriore assistenza al guidatore (vedi articolo dedicato).

Infine aggiungiamo moltissimi espositori del CES hanno voluto presentare in modo innovativo le loro soluzioni, tramite strumenti come realtà aumentata e realtà virtuale. Camminando tra i padiglioni della fiera, visori VR ed esperienze AR erano presenti in quasi tutti gli stand, non solo in quelli dedicati al gaming. Questo dimostra il potenziale delle tecnologie immersive per comunicare l’alto valore dei prodotti esibiti, durante fiere ed eventi. Le esperienze uniche che vengono regalate, consentono ai brand di diventare memorabili agli occhi del consumatore, facilitando così le vendite.

La realtà virtuale è pronta per entrare nella sala parto del Wales University Hospital di Cardiff. Questa tecnologia infatti può aiutare le future mamme a ridurre il dolore durante il travaglio.

Indossando un visore, le gestanti vengono immerse in un ambiente sereno, a scelta tra 6 differenti alternative. Questa esperienza virtuale favorisce il rilassamento delle donne e le aiuta nella gestione del dolore, durante le prime fasi del travaglio. Il sistema può essere adattato per ogni paziente, grazie al supporto di psicologi specialistici.

Secondo la Responsabile Ostetrica del Cardiff Health Council, Suzanne Hardacre, la realtà virtuale potrebbe diventare un ottimo coadiuvante da affiancare alla eventuale terapia farmacologica, ma che garantisce un impatto nettamente più tollerabile sulla salute. Infatti rende possibile un approccio al rilassamento e alla respirazione in maniera del tutto naturale. In ogni caso la tecnologia è solo un supporto ai farmaci, che non vengono mai del tutto eliminati. Il visore viene accettato di buon grado dalle partorienti, in quanto si tratta di qualcosa di molto simile ad un simulatore di gioco.

Secondo gli studi (Patterson & Hoffman, 2004), utilizzando la realtà virtuale durante dolorose procedure mediche, la percezione del dolore si riduce in un range variabile che va dal 50 al 97%.

I primi risultati di questa sperimentazione in sala parto sono molto positivi, tanto che i medici vorrebbero applicare questa tecnologia anche in altri casi. Ad esempio potrebbe essere impiegata per la riduzione dell’ansia in pazienti costretti a lunghe degenze in ospedale.

Gli head-up display si stanno diffondendo rapidamente nelle auto di nuova generazione. Il sistema, che proietta le informazioni del computer di bordo direttamente sul parabrezza, è aiuta a mantenere la concentrazione del conducente sulla guida, che non deve per forza distogliere gli occhi dalla strada.

In questi giorni è stato presentato al CES di Las Vegas un’evoluzione di questa tecnologia che integra la realtà aumentata nei parabrezza delle automobili. Ma qual è la differenza con gli head-up display? La realtà aumentata integra infatti un dispositivo di riconoscimento degli oggetti nel campo visivo, permettendo quindi un migliore livello di accuratezza e un quantitativo superiore di informazioni.

Il sistema sviluppato da Futurus, la società cinese che ha presentato il progetto, funzionerà con “display oleografici trasparenti” sui quali proiettare dei dati nel campo visivo del pilota. Le informazioni visibili sul parabrezza possono essere utilizzate per evidenziare i pericoli rilevati dai sistemi dell’auto (mancato rispetto della distanza di sicurezza), per illuminare le diverse corsie, per proiettare le informazioni del navigatore direttamente di fronte alla vista del conducente, e a sostituire l’interfaccia del sistema di infotainment per controllare i file multimediali e le telefonate. Inoltre il sistema può essere arricchito anche da un avatar virtuale che fornisce ulteriore assistenza al guidatore.

Questo è solo l’ultimo dei software dedicati alla guida basati sulla realtà aumentata che stanno emergendo sempre più di frequente. Le grandi case automobilistiche sono molto interessate a questa tecnologia, non solo per rendere più smart le auto del futuro ma soprattutto per ridurre gli incidenti stradali.