Oggi, le tecnologie di realtà virtuale e aumentata trovano campi di applicazione anche in medicina al fine di fornire un servizio più completo non solo al paziente, soprattutto durante l’iter terapeutico, ma anche all’equipe medica.

Per i malati, la realtà aumentata può essere impiegata come supporto durante il percorso di cura, soprattutto con l’impiego di avatar virtuali che confortano l’utente e gli forniscono tutte le informazioni di cui ha bisogno sulla sua patologia. La realtà virtuale, invece, viene utilizzata per la riabilitazione motoria (esercizi motori in soggetti che hanno subito un danno cerebrale) e cognitiva, come per la valutazione dei tempi di reazione, per disturbi dell’attenzione e della memoria.

Per i dottori e studenti in medicina, queste tecnologie possono essere impiegate per l’addestramento, per analizzare e testare nuove tecniche e terapie senza correre alcun rischio per il paziente. Inoltre  i medici, con queste simulazioni, possono affrontare un ampissimo spettro di patologie, senza aspettare si manifestino in maniera accidentale.

Ecco un video che raccoglie alcuni esempi delle varie applicazioni di AR/VR al settore della medicina e del Biomedicale da parte di Takeda:

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Abbiamo realizzato una guida, scaricabile gratuitamente, che illustra 5 modi per applicare realtà aumentata e realtà virtuale al biomedicale.

Non solo gaming e business: la realtà virtuale può diventare anche una terapia. Sempre più di frequente infatti viene utilizzata per la riabilitazione dei pazienti. L’ultima ricerca di K. Bo Foreman, ricercatore dell’Università dello Utah, presentata alla riunione annuale della American Association of Anatomists, ha evidenziato come questa tecnologia possa essere d’aiuto anche per i malati di Parkinson.

Per molti pazienti affetti dal morbo, il semplice atto di camminare in casa o farsi una passeggiata per il quartiere può essere un’impresa molto difficile. I problemi muscolari causati dalla malattia riducono i movimenti e compromettono l’equilibrio, portando spesso a cadute e lesioni.

Per aiutare i malati di Parkinson a superare queste sfide quotidiane, i ricercatori hanno creato un sistema di addestramento VR che offre ai pazienti uno spazio sicuro per affinare il controllo dei movimenti e l’equilibrio muscolare. I pazienti camminano su un tapis roulant ancorati a cavi di sicurezza e devono superare diversi ostacoli virtuali che appaiono davanti a loro.

Il sistema è stato testato già su 10 pazienti con la malattia di Parkinson i quali lo hanno utilizzato per tre sessioni da 30 minuti a settimana per sei settimane. I primi risultati sono stati eccellenti: si sono riscontarti miglioramenti netti nelle capacità di coordinamento e nell’equilibrio.

“I partecipanti hanno apprezzato l’esperienza e hanno pensato che fosse divertente, non solo l’esercizio fisico: potevano allenarsi e sfidarsi senza la paura di cadere” ha dichiarato il professor K. Bo Foreman. “La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa e qualsiasi cosa che possiamo fare per rallentare la progressione è un passo nella giusta direzione”.

La realtà virtuale può essere pertanto utilizzata come sistema di addestramento offrendo ai pazienti le stesse sensazioni di una camminata reale ma in piena sicurezza. Vista l’efficacia della tecnologia, molti centri di riabilitazione stanno considerando l’idea di installare un’area di riabilitazione VR direttamente delle strutture.

visiomedic

Il tumore al pancreas oggi è purtroppo una patologia in crescita, infatti nel giro di quindici anni, i casi sono quasi raddoppiati: nel 2002 erano 8.602, nel 2017 sono stati 13.700. Questi numeri hanno spinto i medici della Fondazione Poliambulanza di Brescia, polo di riferimento in Italia per il tumore del pancreas, a cercare uno strumento che possa essere un concreto modo di aiutare i pazienti, chiarendo dubbi e paure, proponendo consigli pratici e spiegazioni comprensibili.

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A tal proposito Experenti ha proposto alla fondazione un’applicazione in realtà aumentata Visio Medic, realizzata con il contributo non condizionato di Takeda. Muovendo lo smartphone (o il tablet), sopra una brochure fornita dall’ospedale, partono dei video esplicativi o si accede a informazioni pratiche: dai dettagli logistici agli approfondimenti più complessi (per esempio su come funziona il pancreas e su tutte le fasi dell’intervento), alla dieta raccomandata. VisioMedic è scaricabile gratuitamente da Apple Store per i dispositivi iOS e da Google Play per gli utenti di Android, ed è accessibile al pubblico tramite username e password, forniti dai medici della Poliambulanza.

La diagnosi sconvolge il malato e la sua famiglia, disorientati di fronte a una patologia così importante e complessa. Per questo i materiali messi a disposizione su Visio Medic sono semplici e di facile comprensione, per informare e tranquillizzare il paziente, modulari, perché consultabili singolarmente e soprattutto guidati, grazie alla presenza dell’assistente virtuale che accompagna il paziente lungo tutto il percorso.

Al fine di rendere il tutto più rassicurante per il paziente, nell’app è presente un avatar, chiamato Arianna, una guida e un’assistente virtuale che aiuterà chi si deve sottoporre all’intervento chirurgico per il tumore al pancreas ad orientarsi nel percorso pre e post operatorio all’interno della Fondazione Poliambulanza di Brescia.

Dai primi numeri, forniti dalla fondazione, i risultati sono sensazionali: sui primi 20 pazienti, che hanno utilizzato Visio Medic per ricevere informazioni sulla malattia, NESSUNO di essi ha sentito la necessità di andare a cercare altre informazioni su internet. I medici sono molto orgogliosi di questo traguardo, infatti su internet le informazioni spesso non sono attendibili oppure sono frammentate.

Inoltre VisioMedic ha avuto molta risonanza tra i media in quanto numerose testate giornalistiche, tra cui il Corriere delle Sera e la Repubblica, hanno scritto articoli sulle potenzialità dell’app. Grazie a questo progetto Experenti ha dimostrato che è possibile sfruttare al meglio la mixed reality per aiutare concretamente i malati più in difficoltà.

 

Scopri qui la Case History:

Visio Medic

dispositivi indossabili in realtà aumentata per la medicina

Prima ci sono stati il Magic Mirror in realtà aumentata per vedere l’interno del corpo umano, il primo intervento chirurgico e la prima visita oculistica con i Google Glass, ma anche i contenuti sull’iPad per migliorare la comunicazione con il paziente. Ora i tempi sono maturi per creare una struttura che coordini i lavori per indagare in modo sistematico (e poi mettere in pratica) tutte le possibilità che i Google Glass e gli altri dispositivi informatizzati indossabili mettono a disposizione della medicina.
Il 26 luglio Qualcomm Life 2net, una piattaforma wireless basata su cloud e sensori per il monitoraggio e la trasmissione di dati tra medici e pazienti, e l’ospedale Paloma Health, in California, hanno annunciato l’istituzione di “Glassomics”: un incubatore nato con lo scopo di creare collaborazioni per la progettazione e lo sviluppo di applicazioni cliniche in realtà aumentata e software per la gestione di dati al servizio dell’assistenza sanitaria.

realtà aumentata per l'assistenza sanitaria

Glassomics: realtà aumentata per l’assistenza sanitaria. Fonte: http://glassomics.com/

Lo studio delle applicazioni per i Google Glass che possono fornire ai medici dati in tempo reale, come, per esempio, i risultati degli esami di laboratorio dei pazienti, è solo uno degli indirizzi della ricerca; verranno esplorati anche nuovi modelli di interfacce utente per la lettura di dati complessi e nuove modalità di mappatura e visualizzazione delle informazioni genomiche, naturalmente influenzate dall’innovativa esperienza di visione creata dagli occhiali in realtà aumentata di Google; un Medical Augmented Reality System potrebbe avvalersi di strumenti di riconoscimento facciale e vocale, proiezione di contenuti clinici contestuali, comandi di ricerca per immagini e applicazioni di controllo. Glassomics potrà utilizzare, inoltre, strumenti e servizi web dell’“HealthyCircles Orchestration Engine” di Qualcomm, una piattaforma che promuove il flusso e lo scambio di preziose informazioni mediche all’interno dell’intero sistema di assistenza sanitaria (ospedali, uffici dei dottori, laboratori, abitazioni). Saranno esaminate, infine, eventuali applicazioni per il benessere e la salute rivolte al consumatore.
Vengono dunque ufficialmente riconosciute le numerose potenzialità di utilizzo della realtà aumentata per gli operatori e servizi di assistenza sanitaria.

 

Fonte: http://glassomics.com/

occhiali in realtà aumentata per le visite oculistiche

Occhiali in realtà aumentata per studiare i problemi della vista. Sembra quasi un paradosso l’ultimo esperimento di applicazione in campo medico dei Google Glass, i quali però, come ormai sanno tutti, sono molto più che un paio di occhiali. Elyse Kleifgen, una specializzanda al secondo anno al Michigan College of Optometry della Ferris State University, ha colto l’occasione di un contributo offerto dal Vision Research Institute per indagare le possibilità di utilizzo del device nel campo dell’oculistica. Con un tweet in cui spiegava come avrebbe usato gli speciali occhiali per la sua ricerca, è così riuscita a rientrare tra le 8000 persone scelte per diventare “Google Glass Explorer”.

Elyse Kleifgen e il professor Bruce Morgan del MCO hanno così potuto effettuare quella che è stata la prima visita oculistica con i Google Glass. I vantaggi evidenziati dall’uso del dispositivo in realtà aumentata confermano le impressioni ricavate dai precedenti esperimenti fatti in sala operatoria: la possibilità di accedere a documentazione fotografica e video in tempo reale, nonché alla funzione di ricerca di Google; quella di consultare specialisti a distanza (che possono vedere esattamente quello che vede il medico) tramite videochiamate; quella di confrontare le immagini dell’occhio del paziente, registrate anche queste in tempo reale, con dati generali, per confermare eventuali sospetti di patologie.

visite oculistiche con gli occhiali in realtà aumentata di Google

Visite oculistiche con i Google Glass al Michigan College of Optometry. Fonte: http://www.ferris.edu/HTMLS/news/archive/2013/july/glass.htm

Il tutto, naturalmente, senza usare le mani, che possono continuare a manovrare macchinari o altri strumenti, e, caratteristica che sembra essere tra le più apprezzate tra i medici, senza mai distogliere l’attenzione dal paziente. La realtà aumentata permetterebbe quindi di formulare diagnosi in modo più rapido e accurato allo stesso tempo, agevolando, inoltre, la collaborazione tra professionisti.

Il campo medico si conferma dunque come uno dei settori in cui l’aggiunta di specifici contenuti in realtà aumentata su immagini “in presa diretta” si rivela più utile, sia per quanto riguarda la formazione dei futuri professionisti sia, come in questo caso, nell’attività clinica.

Fonte: http://www.ferris.edu/HTMLS/news/archive/2013/july/glass.htm

Sono sempre più evidenti i vantaggi dell’uso della realtà aumentata nell’istruzione e nella formazione pratica di studenti e lavoratori.

Non è solo la possibilità di vedere contenuti informativi sovrapposti a quelli visibili a occhio nudo a rendere l’esperienza dell’apprendimento più vivace, interattiva e, di conseguenza, efficace. Il fatto di poter condividere informazioni in tempo reale con studenti, colleghi o docenti sta aprendo nuove prospettive alle tecniche di formazione “sul campo”.

E un campo dove la formazione di nuovi professionisti è di per sé un lavoro complesso, è sicuramente la medicina. La realtà aumentata si sta rivelando, infatti, una tecnologia molto preziosa per intervenire in quella fase delicatissima per i futuri dottori che è il passaggio dalla teoria alla pratica.
La condivisione delle immagini dettagliate del proprio lavoro in tempo reale ha sicuramente reso molto diversa l’esperienza di un medico dell’Eastern Maine Medical Center, negli Stati Uniti. Rafael Grossmann, infatti, ha usato per la prima volta i Google Glass durante un intervento chirurgico allo stomaco di un paziente, che aveva dato il suo consenso informato, documentando il tutto sul suo blog. Gli occhiali in realtà aumentata gli hanno consentito non solo di proiettare le immagini video dell’intervento (compresa la visione endoscopica) sullo schermo di un iPad, ma anche di condividere le informazioni sull’operazione grazie a un hangout su Google. Naturalmente, nessuna di queste informazioni o immagini permetteva l’identificazione del paziente. L’intento era quello di dimostrare i vantaggi dell’uso di questo strumento per l’assistenza a distanza, la consultazione, e la formazione in sala operatoria.

Un altro utilizzo significativo della realtà aumentata nella formazione medica è stato fatto dalla Sheffield Hallam University, in Inghilterra. In questo caso l’esigenza delle future infermiere e ostetriche era quella di migliorare gli aspetti dell’empatia e della comunicazione con il paziente, tra i più difficili da insegnare.
L’iPad era usato per sovrapporre ai manichini che servivano nelle esercitazioni i volti dei pazienti, interpretati da alcuni attori, che comunicavano la propria esperienza. In questo modo i tirocinanti potevano mettere alla prova in modo più realistico la loro capacità di relazionarsi con i pazienti e con le loro sensazioni.
Il valore della condivisione e trasmissione di competenze ed esperienze nelle professioni sanitarie viene così potenziato dall’uso della realtà aumentata.

Il dottor Rafael Grossmann. Fonte: http://rgrosssz.wordpress.com/2013/06/20/ok-glass-pass-me-the-scalpel-please-googleglass-during-surgery/

Il dottor Rafael Grossmann. Fonte: http://rgrosssz.wordpress.com/2013/06/20/ok-glass-pass-me-the-scalpel-please-googleglass-during-surgery/

Fonte: http://www.shu.ac.uk/mediacentre/video-reality-check-student-nurses

C’è un settore in cui precisione e capacità di analizzare in dettaglio diverse immagini sono molto importanti. La Realtà Aumentata può dunque diventare uno strumento prezioso anche in campo medico. Dall’istruzione e formazione pratica dei futuri medici, alla diagnostica per immagini, all’educazione del paziente, la visualizzazione e manipolazione di immagini tridimensionali trova una grande varietà di impieghi.

Si stanno, naturalmente, esplorando le potenzialità dell’utilizzo dei Google Glass anche in questo campo: i famosi occhiali potrebbero essere utilizzati dai chirurghi anche in sala operatoria per condividere in tempo reale informazioni con altri medici, o dagli anestesisti per monitorare più attentamente le condizioni del paziente, o ancora per aggiornare in modo più diretto le cartelle cliniche.

Una delle realizzazioni più interessanti riguarda l’insegnamento dell’anatomia. L’espressione “guardarsi dentro” assume un significato decisamente più letterale grazie a uno strumento messo a punto dall’Università di Monaco (Technische Universität München) in collaborazione con Siemens: mirracle è un “magic mirror” aumentato, che consente a una persona che si posiziona di fronte a uno speciale schermo di visualizzare un’immagine dell’interno del proprio corpo. Con piccoli spostamenti sul posto diventano così visibili diverse parti dello scheletro.

La Realtà Aumentata per l’esplorazione del corpo umano: un’esperienza diversa possibile sia per i medici che per i pazienti.

Magic Mirror

Magic Mirror

Fonte: http://campar.cs.tum.edu/files/mirracle/index.htm