Prima di comprare quel frigo che vorreste tanto, non vi piacerebbe sapere come starebbe nella vostra cucina nuova? Adesso è possibile, grazie alla partnership tra Lowe’s, compagnia americana leader nel rinnovo della casa, e Microsoft HoloLens.

Lo ha annunciato Scott Erickson, General Manager del progetto HoloLens, in un post sul sito ufficiale di Microsoft: gli ologrammi del visore a realtà aumentata più famoso al mondo permetteranno di migliorare design e progettazione degli ambienti, per il momento in particolare delle nostre cucine, visualizzandoli olograficamente prima di effettuare gli acquisti.

“Può essere difficile concettualizzare un restyling a grandezza naturale usando semplicemente campioni di colore e caselle”, leggiamo nel blog. “Adesso le persone possono vedere, come se fossero veri, oggetti a larga scala come mobili, elettrodomestici e piani di lavoro con incredibili opzioni ad alta definizione e rifiniture dettagliate”.

Le ricostruzioni olografiche di HoloLens infatti, come abbiamo potuto vedere in altri casi, sono decisamente dettagliate e mostrano oggetti e persone come se fossero davvero davanti ai nostri occhi; si parla di una definizione delle immagini tale da poter addirittura distinguere il mobilio cromato e lucente da quello in alluminio opaco.

Basterà indossare il visore HoloLens per “avere la possibilità di sperimentare la rappresentazione olografica di una cucina completamente rinnovata, modificando le rifiniture e le opzioni all’istante, condividendo facilmente i design creati online”, potendo dunque chiedere anche consiglio agli amici.

In questo modo Lowe’s avrà la possibilità di offrire ai suoi clienti un nuovo modo di sperimentare il design a misura naturale, rendendo la scelta di mobilio ed elettrodomestici un’esperienza unica e preziosa, e allo stesso tempo di risparmiare spazi all’interno dei propri negozi.

Lowe’s per ora ha iniziato l’esperimento pilota delle sue cucine a realtà aumentata  nel Lynnwood Store nell’area di Seattle e pianifica di estenderlo presto anche a Raleigh, in Carolina del Nord.

Se diciamo Google Goggles, sapete di che cosa stiamo parlando? Si tratta di un progetto firmato Google presentato già nel 2010 che permette la ricerca tramite immagini e che molto ha della realtà aumentata. Al momento sembra più fantascienza che altro, ma presto questo strumento potrebbe diventare uno di quelli più comunemente utilizzati sui nostri smartphone.

Qualche giorno fa, infatti, voci di corridoio hanno fatto sapere che Google vorrebbe inserire una nuova funzionalità proprio legata a Goggles all’interno della sua app fotografica per Android. Questa nuova funzione permetterebbe di sfruttare lo strumento per scattare fotografie e avere la possibilità di ricevere subito informazioni su ciò che abbiamo ritratto nelle stesse.

In pratica, sarà possibile immortalare oggetti famosi o riconoscibili e usare il motore di ricerca di Google per avere informazioni sugli stessi: basterà, secondo SlashGear, tracciare una linea intorno all’oggetto per il quale si desidera sapere di più, così che siano tagliati fuori tutti gli elementi di disturbo e di sfondo, e Android lo riconoscerà e cercherà i dati richiesti tramite Goggles. Se questo non fosse abbastanza, il sistema può riconoscere testi scritti in ben otto lingue (italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese, portoghese, russo e turco) e tradurli.

Goggles può inoltre funzionare anche come lettore di codici a barre e scanner di QR codes, feature molto comoda nel caso si voglia aggiungere qualcuno in rubrica direttamente da QR o biglietto da visita, e può addirittura risolvere il Sudoku.

A quanto pare, l’utilizzo di Goggles è stato sperimentato anche negli wearables: non si fa fatica a immaginarlo come funzionalità interna di un visore a realtà aumentata.

Quante volte vi siete ritrovati a pensare “Ah, se solo avessi il teletrasporto!”? Molte, vero? E adesso, anche non si tratta esattamente di quello che avreste voluto, in qualche modo il mondo della realtà aumentata e della tecnologia d’avanguardia vi vengono incontro: già, perché negli ultimi giorni si è iniziato a parlare di “holotrasporto”.

Avete presente i messaggi olografici visti in Star Wars? Ebbene, il risultato è proprio quello: grazie a Microsoft Hololens, infatti, sarà possibile chattare con qualcuno come se fosse fisicamente presente nella stanza con noi grazie a questa tipologia di messaggi. Se questo non fosse abbastanza, i filmati possono anche essere rivisti, proprio come possiamo rileggere una mail.

La dimostrazione di questa nuova tecnologia è affidata a un video, nel quale possiamo osservare lo sviluppatore di Microsoft Research, Shahram Izadi, ripreso durante una conversazione a distanza in tempo reale con un collega e con la figlia di quattro anni: dato che Izadi indossa un visore HoloLens, i due sono proprio di fronte ai suoi occhi, come fossero nella stanza.

La conversazione viene registrata e, come detto poco fa, può essere poi rivista e mandata avanti e indietro, cambiando inoltre la grandezza dei personaggi.

Come funziona? Sia Izadi che i suoi interlocutori sono circondati da un sistema di telecamere speciali con tecnologia di ripresa 3D; i dati delle diverse telecamere vengono fusi insieme creando un ologramma tridimensionale perfetto, che viene abbinato con i sensori del visore HoloLens e posto nello spazio in tempo reale.

“Immaginate sia possibile teletrasportarvi da un luogo a un altro in tempo reale” dice Izadi nel video. E, pur sapendo che questo non accade fisicamente, guardare queste immagini ci stupisce non poco. Questa tecnologia sarà un grande passo avanti per riunire famiglie o amici lontani: se anche non potremo abbracciarli, sarà comunque bello averli di fronte a noi.

Ricordate Pokémon Go, la tanto attesa versione in realtà aumentata del classico videogioco Pokémon? Tra i fan è una gara a chi riesce a carpire o anche solo indovinare qualche indizio in più: infatti la collaborazione tra Nintendo e Niantic Labs sembra essere di quelle che più segrete non si può.

Dall’annuncio del videogioco lo scorso Settembre, praticamente non sono state rilasciate notizie: quel che la maggior parte dei fan ha pensato è che questa versione possa essere rilasciata in concomitanza con il ventesimo anniversario del videogioco.

Adesso finalmente è però possibile parlare di qualcosa di concreto, dato che all’improvviso è apparso un video non ufficiale, a quanto pare registrato da un partecipante a uno speech del CEO di Niantic Labs John Hanke al SXSW, che mostra il gameplay di Pokémon Go. Da quel che si comprende, i Pokémon saranno  visualizzati su una mappa dell’ambiente circostante; toccandoli vi sarà uno zoom che porterà alla visione aumentata dello spazio reale. Questa visione non mostra la battaglia, ma sarà possibile scegliere tra diverse Poké Ball. Nel video si possono osservare la cattura e la fuga di un Ivysaur, nonché un menù pop up che spunta all’interno dello schermo e che permette di scegliere, appunto, la Poké Ball più adatta.

Il funzionamento del videogioco ricorda molto da vicino il primo e più famoso prodotto firmato Niantic Labs, cioè Ingress, nel quale il giocatore si avventura negli spazi fisici intorno a sé diventati, grazie semplicemente a realtà aumentata e un dispositivo mobile, un campo di battaglia con tanto di portali, conquistandoli per la sua fazione.

Il video trapelato, ad ogni modo, mostra il videogioco per come sarà effettivamente e non è assolutamente aderente al video di demo che era stato rilasciato diverso tempo fa, nel quale Pokémon Go sembrava essere molto più complesso e avanzato. Per toglierci ogni dubbio non resta che attendere la release, per il momento ancora senza data.

La spedizione della versione developer di Microsoft HoloLens inizierà a fine mese: i primi fortunati, dopo aver pagato la cifra di 3000 $, inizieranno infatti a ricevere i nuovissimi visori dal 30 di Marzo.

Nell’attesa di iniziare le spedizioni, Microsoft sta mostrando ai futuri developer i vari utilizzi del visore a realtà aumentata; uno di questi ha lasciato molti a bocca aperta: si tratta di Actiongram, applicazione per HoloLens che permette di filmare se stessi o altre persone mentre si interagisce con una gamma di diversi ologrammi.

L’idea è fantastica, ma non aspettatevi effetti speciali che possano competere con quelli cinematografici: Microsoft ha voluto semplicemente offrire ai suoi utenti che non hanno particolari abilità in CGI o animazione la possibilità di divertirsi girando brevi video nei quali possano essere inseriti speciali ologrammi creati in precedenza dai produttori dell’app.

Per creare contenuti olografici di qualità per aiutare i creatori a trovare ispirazione, abbiamo costruito uno studio olografico nel quale molti diversi attori, personaggi, oggetti e creature sono stati ripresi come ologrammi.” ha scritto Microsoft in un post a proposito dell’app sul blog ufficiale, “Actiongram è un’app che permette alle persone di inserire questi contenuti olografici nell’ambientazione del proprio mondo reale, e di registrare un video a realtà mista (MRC: mixed reality capture).

Insieme all’annuncio è stato rilasciato anche un video esplicativo, che mostra alcuni esempi di possibile utilizzo dell’app, ma anche la facilità con la quale si può impostare il proprio film: in puro stile Microsoft, un menù olografico appare di fronte agli occhi dell’utente, sovrapponendosi alla realtà grazie a HoloLens; sarà da qui che si potrà scegliere l’ologramma da far apparire nella scena.

Quali sono i soggetti disponibili? C’è solo l’imbarazzo della scelta: dal dinosauro all’astronauta, non rimarrà che provarli tutti!

Ecco il video ufficiale di Microsoft:

Possibile che Snapchat, il social media dei contenuti effimeri per eccellenza, stia pensando alla progettazione di un nuovo paio di smart glasses basati sulla realtà aumentata?

Secondo voci di corridoio, la risposta sarebbe sì. Infatti, ultimamente, sembra esserci stata una lenta ma costante assunzione di esperti del settore da parte del social media da 100 milioni di utenti mensili.

Ci fa notare la novità il sito CNET tramite un report che mostra come, nel tempo, Snapchat abbia inserito nel suo organico nomi quali: Mark Dixon, ex membro dello staff Microsoft dedicato a HoloLens e Xbox; Eitan Pilipski, precedentemente nel progetto Vuforia di Qualcomm, piattaforma di realtà aumentata per creare esperienze per smartphone e tablet; Lauryn Morris, designer di occhiali per diversi brand, tra cui Innovega, realtà creatrice di iOptik, occhiali basati su mixed-reality.
Proprio quest’ultimo nome farebbe pensare al progetto di un dispositivo wearable: CNET, in proposito, afferma che “forse l’indizio più importante a favore di un paio di smart glasses è che Snapchat abbia un designer di occhiali nel suo team.”
Se questi nomi non fossero abbastanza, ricordiamo che nel già lontano 2014 la realtà acquisì la startup Vengence Labs, produttrice di smart glasses che rendono possibile registrare ciò che chi li indossa vede con i propri occhi.

Non è la prima volta che la social app si approccia alla realtà aumentata: l’anno scorso, infatti, aveva stupito tutti con l’aggiunta di Lenses, filtri aumentati da aggiungere ai propri autoscatti. Immaginate se questi effetti potessero essere applicati direttamente di fronte ai nostri occhi grazie a un paio di smart glasses: ecco il probabile fine di Snapchat.

Tuttavia, nell’operazione possiamo scorgere anche un fine più profondo, come sottolinea un esperto di realtà alternative su CNET: “Se stessero davvero investendo in nuove tecnologie, sarebbe grandioso. Probabilmente sanno che la maggior parte delle app nella loro situazione hanno un tempo di vita e monetizzazione limitati.”

Ve la ricordate l’app di L’Oreal che unisce realtà aumentata e mondo beauty? Lanciata nel 2014, “Makeup Genius” era stata una delle prime applicazioni mobile a unire estetica e nuove tecnologie. Ora, visto il grande successo, L’Oreal ha deciso di dare un seguito al prodotto!

Già, perché adesso la collaborazione tra il colosso del mondo beauty e Image Metrics, compagnia sviluppatrice della tecnologia alla base di Makeup Genius, ha avuto una svolta grazie all’accordo di partnership esclusiva tra le due realtà, che renderà la prima l’unica possibile utilizzatrice del sistema. Questo farà sì che nuove feature possano essere aggiunte all’applicazione sulla base delle esigenze particolari dei clienti del marchio L’Oreal.

Ma partiamo dall’inizio: l’app Makeup Genius, come già detto lanciata nel 2014, altro non è che il classico specchietto da borsetta con la marcia in più della realtà aumentata; le clienti L’Oreal, infatti, tramite l’utilizzo della fotocamera frontale del proprio dispositivo mobile, possono provare il makeup del brand sul proprio viso, esattamente come se si trattasse di un’applicazione fisica dello stesso. Inoltre, dopo il test, le diverse tipologie di trucco potranno essere immortalate e condivise sui social media prima dell’acquisto.

Il tocco speciale lo aggiunge la tecnologia firmata Image Metrics: la compagnia, infatti, è specializzata sia nel rilevamento e riconoscimento delle caratteristiche facciali che nel tracciamento dei movimenti; questo rende l’effetto degli elementi di trucco “aumentati”, applicati sul volto, decisamente realistico: la promessa del CEO di Image Metrics alle utenti L’Oreal, infatti, è nientemeno che quella di “un’esperienza sempre più immersiva e meravigliosamente reale”.

Dalla loro, i vertici di L’Oreal sembrno molto consapevoli dell’importanza della nuova tecnologia al servizio delle clienti: “Makeup Genius porta con sè un ovvio valore aggiunto, un’utilità vera al servizio delle donne, dando loro accesso al nostro grande portfolio di prodotti, la possibilità di provarli, condividerli sui social networks e acquistarli facilmente.” ha infatti dichiarato Cyril Chapuy, L’Oreal Paris Global President.

La realtà aumentata è il prossimo trend: non a caso tutte le grandi firme del settore hi-tech stanno correndo ai ripari e pianificando progetti relativi a questa nuova tecnologia. Intel non è da meno, a quanto pare: il Wall Street Journal la settimana scorsa ha pubblicato una notizia, carpita grazie a indiscrezioni, che darebbe per certo l’impegno della compagnia nella progettazione di un nuovo visore.

La casa di Santa Clara, infatti, secondo il giornale, negli ultimi tempi avrebbe “acquistato almeno cinque aziende che lavorano sulla tecnologia di realtà aumentata e investito in altre tre”. Questa operazione, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbe comportato un investimento di ben mezzo miliardo di dollari.

A quanto pare, dunque, Intel vorrebbe entrare nel mondo dei visori a realtà aumentata creandone uno tutto suo, sfruttando anche la famosa tecnologia proprietaria della fotocamera 3D RealSense presentata al CES di Las Vegas lo scorso Gennaio. Quest’ultima possibilità renderebbe il progetto ancora più interessante, distanziandolo innanzi tutto dai competitor già presenti sul mercato, come HoloLens o HTC Vive: RealSense, infatti, consiste in un sistema di sensori che permettono di scansionare ambienti e oggetti in tre dimensioni, fornendo dunque al dispositivo una mappatura dotata di profondità. Questa sarebbe una feature esclusiva del visore Intel e concorrerebbe a creare una tipologia di visione a realtà aumentata ancor più intelligente: la mappatura degli ambienti reali permetterebbe infatti all’utente di muoversi più agevolmente all’interno degli stessi, senza paura di inciampare o scontrare oggetti e mobilio.

Non aspettatevi però un visore firmato Intel: la compagnia sembrerebbe infatti interessata a ideare il progetto ma non a produrlo; saranno altre compagnie a farlo, utilizzando la nuova tecnologia RealSense ovviamente. Si può inoltre supporre che il nuovo visore sarà un wearable più consistente di un paio di smart glasses: insomma, molto più vicino a un HoloLens che a un Google Glass.

Parliamo nuovamente di Mobile World Congress, la conferenza dedicata alla nuove tecnologie legate al mobile, svoltasi a Barcellona la scorsa settimana, e questa volta lo facciamo per parlare del nuovo visore firmato Epson, il Moverio BT-300.

La prima versione del Moverio risale a circa cinque anni fa e le cose allora erano ben diverse, infatti si trattava di un visore più pesante e ingombrante; abbiamo poi visto la seconda generazione, il Moverio BT-200, nel 2014, già snellita, ma ancora piuttosto scomoda.

Il prototipo presentato al MWC, invece, è decisamente più avanzato: è del 72% più leggero rispetto al modello precedente. Il dispositivo consta in un paio di smart glasses poco invadenti e anche piacevoli alla vista; sulle lenti sono montati due display Silicon Oled HD da 0,43 pollici con una risoluzione di 1280×720 pixel e il tutto gira su un processore quad-core Intel Atom X5 e ha come sistema operativo Android 5.1 Lollipop. Non manca una fotocamera da 5 MP. Processore e controlli sono contenuti in una piccola scatola a parte che funge da controller, con pulsanti basati su Android.

Moverio, al contrario di Google Glass, è un dispositivo che sin dall’inizio è stato progettato con in mente l’ambito lavorativo e non il cliente consumer; anche questa versione del visore si posiziona in ambito business e la realtà aumentata andrà a sostegno di operai e lavoratori. Un’altra possibile applicazione sembrerebbe possa essere quella del controllo dei droni: questi dispositivi, infatti, al momento sono manovrati per lo più tramite app che girano su smartphone, quindi in modalità decisamente poco comoda. Con Moverio BT-300, invece, si potrà giungere alla manovra tramite smart glasses, con i comandi direttamente di fronte agli occhi del lavoratore.

Epson BT-300 è disponibile in pre-ordine sul sito ufficiale Epson a un prezzo di 799$; le spedizioni inizieranno verso fine anno.

Project Tango fa ancora parlare di sé: questa volta il progetto di “mixed reality” firmato Google è stato il cavallo di battaglia di un’operazione dell’italo-americana Fiat Chrysler.

Che realtà aumentata e mondo dell’industria automobilistica vadano a braccetto non è di certo una novità: abbiamo visto esempi di diversi utilizzi della nuova tecnologia, dalla fabbrica al guidatore, da parte di BMW, MINI e Volkswagen per fare solo alcuni nomi. Adesso anche Fiat Chrysler, gruppo automobilistico sotto il quale sono i marchi FIAT, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Fiat Professional, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar e SRT, ha lanciato il suo progetto: grazie a una collaborazione con Accenture Interactive, il colosso ha sviluppato un’applicazione basata su Project Tango che permetterà agli acquirenti di provare la vettura prima dell’acquisto, esattamente come si proverebbe un vestito in un camerino.

Una delle particolarità di Tango, infatti, è quella dell’abilità di mappare grazie a sensori sia la profondità che la distanza degli ambienti fisici nei quali verrà poi inserita la realtà aumentata; ulteriormente, questa capacità non si basa sul GPS ma su una tecnologia che funziona anche negli spazi chiusi.

L’applicazione di FCA permette al possibile acquirente di vedere attraverso un dispositivo mobile l’autovettura di fronte ai propri occhi a grandezza naturale, in modo che possa essere “provata”; renderà inoltre possibile visualizzarla nei diversi colori e addirittura all’interno del proprio garage o nel posteggio sotto casa, in modo da comprendere le effettive misure prima dell’acquisto.

La realtà aumentata è destinata a trasformare il modo in cui gli acquirenti di autovetture scelgono e configurano i veicoli attraverso l’utilizzo di tecnologie immersive, perché queste forniscono un’esperienza gradevole, deliziosa per il cliente” ha dichiarato Luca Mentuccia, senior managing director and head of Accenture’s Automotive practice.

L’app di FCA è stata presentata al Mobile World Congress di Barcellona ed è al momento ancora allo stadio di prototipo; il lancio della versione definitiva è atteso entro la fine dell’anno.